Comune di Geraci Siculo

Cenni storici


Geraci Siculo, uno dei borghi più belli d’Italia, è situato sul limite orientale della provincia di Palermo. Il Borgo è appollaiato su un crinale roccioso a 1077 metri sul livello del mare in una posizione strategica che domina gran parte del territorio isolano, dalle falde dell’Etna, ai monti più alti delle Madonie sino alle isole eolie. Pare che il suo territorio sia stato abitato sin dalla preistoria. I popoli di origine greca che si stabilirono nelle Madonie a partire dal VI secolo diedero alla zona il toponimo “Jerax” (avvoltoio), da cui si ritiene discenda il nome attuale. A partire dall’840, data d’inizio della dominazione araba, grazie alla sua posizione Geraci divenne uno dei più importanti avamposti della zona. A quel periodo risale, peraltro, anche l’impostazione urbanistica della cittadina, evidente ancora oggi nel Centro Storico.

Attrattiva principale


La prima domenica di agosto si svolge la famosa Giostra dei Ventimiglia, manifestazione storico-rievocativa. La manifestazione prevede sfilate in costumi del XIV secolo, giochi cavallereschi, esibizione di falchi in simulazione di caccia, cucina medievale, musica e rappresentazioni medievali, esibizioni di cavalli di alta scuola. Ormai da qualche anno, grazie al contributo della locale Associazione Pro Loco, i suggestivi vicoli del piccolo borgo madonita fanno da palcoscenico al percorso storico rievocativo guidato “U Conti Cumanna”. Un affascinante viaggio nel tempo alla riscoperta degli antichi mestieri e della vita quotidiana alla Corte dei Ventimiglia.

Da visitare


Chiesa madre: dedicata a S. M. Maggiore, conserva raffinate sculture gaginiane, il seicentesco coro ligneo di Antonino de Occurre da Mistretta, l’olio su tela di Jacopo da Empoli raffigurante l’Annunciazione e lo splendido Tesoro dei Ventimiglia contenuto nella cripta della Chiesa.

Chiesa di Santo Stefano: singolare esempio di costruzione a pianta ellittica caratterizzata da una austera fabbrica in pietra locale, i cui interni sono riconducibili ad una architettura tardo-Barocca.

Chiesa di San Giuliano: annessa all’imponente Monastero Benedettino fu la prima parrocchia di Geraci. La sua esistenza è attestata fin dal 1338. Custodisce lo spettacolare reliquiario architettonico di San Giuliano l’organo di Giacomo Andronico realizzato nel 1765. Nella Chiesa si trovano infine alcune tele molto interessanti, di cui due di Giovanni Patricolo e Calogero D’Agostino.

Salto dei Ventimiglia: si tratta di un belvedere panoramico in vetro realizzato nel luogo che, secondo la trazione storiografica basata sugli scritti del cronista Michele da Piazza e dello storico Tommaso Fazello, fu teatro della morte di Francesco I Ventimiglia.

Chiesa di Santa Maria La Porta: costruzione quattrocentesca che, conserva la scultura della Madonna della Porta di Antonello Gagini, la cinquecentesca Cona marmorea policroma, il Crocifisso ligneo di ignoto intagliatore siciliano di epoca settecentesca ed un affresco bizantineggiante raffigurante la Madonna con il bambino.

Museo Etno-Antropologico delle Madonie: presso l’Ex Convento del PP.CC, raccoglie e presenta, con criteri scientifici e tecniche espositive di valore didattico, testimonianze e reperti della cultura e della civiltà agro-pastorale e artigiana locali. Tra i reperti attinenti alle antiche tradizioni geracesi si segnala un pezzo unico e raro per tutto il territorio delle Madonie: la maschera funeraria di cera col relativo calco in gesso del sec. XIX. Nella sezione storico-artistica del Museo è da segnalare la pregevole tela della Trasfigurazione di Giuseppe De Garbo (1794) e la preziosissima piccola tela della “ MATER SALVATORIS ” riconducibile probabilmente ad artista fiammingo della fine del sec. XVI.

Tipicità


Geraci Siculo conserva ancora molti degli usi, dei costumi e delle tradizioni di un tempo, un patrimonio immateriale ancora impresso nella cultura dei suoi abitanti. Le donne anziane di Geraci, ancora oggi, usano filare la lana con il “fuso” e la “conocchia” per la realizzazione d’indumenti e stuoie. Quello che colpisce ancora sono gli indumenti di lavoro utilizzati da pastori e contadini: “cauzi di peddi” (gambali di pelle di capra), “ scarpi di pilu” (scarpe di pelle) e a ‘ncirata” (mantello di tela cruda con cappuccio reso impermeabile con olio di lino). Nei mesi invernali, per proteggersi dal freddo, molti uomini indossano “u cappularu” (mantello di panno con il cappuccio), e le donne “u sciallu”, anch’esso di panno o di spugna. Altra tradizione ancora presente è quella della preparazione di “cavadduzzi e palummeddi” (cavallucci e colombe) di caciocavallo modellato dalle mani dei pastori che vengono offerti in occasione della festa in onore del SS.Sacramento (“A carvaccata di Vistiamara”).

Il piatto più antico è sicuramente “I maccarruna ccû sucu dâ carni” (pasta fresca fatta a mo’ di grossi bucatini) conditi con ragù di castrato. Un secondo piatto tipico è costituito dai “sasizzuneddra” (salsicciotti di carne tritata avvolti in foglie di alloro) cotti sulla brace. I principali dolci tipici della tradizione locale sono le “cassate”, i “vuccunetta”, i “serafineddi”, gli “agnelli pasquali”, le “savoiarde”, biscotti secchi e a base di mandorle, marmellata ed altra frutta secca, diversamente decorati ed impreziositi da ghirigori o disegni floreali.

Appuntamenti


MAGGIO

Festa del SS. Crocifisso

Nella splendida Chiesa di Santa Maria La Porta, del 1496, che conserva tra l’altro opere del Gagini e del Novella, è esposta la magnifica scultura lignea del Crocifisso del XVII secolo. La festa che si svolge il 3 maggio è prettamente religiosa, scevra da qualsiasi riferimento folkloristico. La statua del Cristo viene portata via dalla Sua Chiesa a spalla dei fedeli scalzi, tutti adorni di una corona di spine sul capo, a voler ricordare la passione di Cristo. La processione si snoda lungo le vie del paese. Lungo il percorso, ad ogni scoppio di mortaretti, i bambini che sfilano davanti al Crocefisso, camminando all’indietro a piedi scalzi, con la corona di spine sul capo e battendosi le spalle con una cordicella, s’inginocchiano. Durante l’intera processione, sono proprio i più giovani a chiedere a Gesù: “Pani e paradisu, pietà, misericordia! Signuri!”.

Festa della Transumanza – “Si sgavi’ta la Montagna”

Celebrata ogni 3° domenica di maggio, si tratta di una manifestazione d’interesse regionale legata alla storica usanza della transumanza delle mandrie e degli armenti che tuttora si spostano dai pascoli di “marina” a quelli dell’alta montagna madonita. La valorizzazione in chiave turistica di tale esercizio, arricchito da numerose attività culturali e ricreative, rappresenta un’occasione per promuovere prodotti locali ed ambienti naturali del Parco delle Madonie.

GIUGNO

Festa del Corpus Domini

La processione del SS. Sacramento parte dalla Chiesa di S.Giuliano. Prendono parte alla processione molti bambini, prima i più piccoli con le ali di angioletti, poi quelli che hanno già fatto la prima Comunione. Tutti hanno in mano un vassoio pieno di petali di rosa che vengono sparsi per le vie durante la solenne processione. Il tutto è intervallato da canti in onore del SS. Sacramento.

LUGLIO

Festa di Maria SS. Annunziata

È una festa prettamente religiosa che si svolge la seconda domenica di luglio in un’atmosfera di grande emozione e partecipazione. La tela dell’Annunciazione di Maria, custodita alla Chiesa Madre, viene portata in processione per le vie del centro storico di Geraci, con la partecipazione delle autorità religiose, civili e militari, oltre alla copiosa presenza dei fedeli, provenienti anche da altri paesi limitrofi. Si tratta di una tela del ‘500 proveniente, ab origine, dalla Chiesa della Cava.

A Carvaccata di Vistiamara

La manifestazione ebbe inizio nel 1643 e costituisce la terza grande manifestazione delle Madonie. Si festeggia ogni sette anni la 3° domenica di luglio. È una originale forma di ringraziamento e di eterna riconoscenza per il particolare segno di predilezione dimostrata da Dio verso i pastori. È anche il riflesso di quel primordiale ordinamento patriarcale che reggeva le comunità nomadi dei vaganti con i loro armenti per le selve della nostra isola.

AGOSTO

Festa di San Giacomo Protettore di Geraci

La statua lignea del Santo si trova nell’omonima Chiesa, nei pressi del castello dei Ventimiglia. La festa ricorre ogni anno la seconda domenica di agosto. Alla vigilia della festa, la statua viene prelevata dai fedeli, guidata dalla Confraternita e portata nella Chiesa Madre di Geraci, laddove resterà fino al 24 agosto, data della commemorazione del Santo Patrono San Bartolomeo. Si narra che in un tempo ormai lontano, il giorno di San Giacomo, sul muro principale della Chiesa, venivano legati ed esposti dei galletti vivi e i fedeli, dietro pagamento di un obolo, si esibivano in uno spettacolo poco edificante: venivano, infatti, tirate delle pietre ai galletti, che si agitavano sul muro. Quelli che riuscivano a colpirli, come ricompensa, portavano via il gallo, che sarebbe poi arrivato sulla tavola del vincitore. Un’usanza ormai, per fortuna, scomparsa.

 Festa di San Bartolomeo Patrono di Geraci

Il 23 agosto, di mattina, la statua di San Giacomo viene portata in processione nella Chiesa di San Bartolo, sita alla periferia nord di Geraci. È qui che, secondo i modi di dire locali, “San Giacomo va a prendere San Bartolo”. San Giacomo “s’inchina” davanti al Patrono e le due statue vengono, poi, portate in processione nella Chiesa Madre. Nel tardo pomeriggio si svolge la solenne processione, sfilano per le vie del paese prima le confraternite, poi il comitato, San Giacomo, San Bartolo, riccamente adornato con una stola pregiata e decorata in oro, il clero e una moltitudine di fedeli. Dopo la processione, le due statue sono riportate nella Chiesa Madre dove resteranno sino al 24 settembre, per la nota festa del Ringraziamento.

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