Comune di Lucca Sicula

Cenni storici


Il paese di Lucca Sicula è un Comune della Sicilia in provincia di Agrigento. Il suo territorio confina con alcuni comuni del palermitano come Prizzi e Palazzo Adriano. E’ adagiato in leggero pendio sul costone occidentale di una collina denominata “Pizzo di Santa”. Lucca Sicula, situata nella zona una volta chiamata Culla, per lungo tempo appartenne alla famiglia Perollo. Sorse nel 1620 ad opera di Francesco Lucchesi Palli, principe di Campofranco, e di sua moglie Francesca Perollo, che aveva ereditato quel feudo dal padre Francesco in quanto figlia unica. Secondo notizie riportate da alcuni storici, il Lucchesi battezzò con il nome di Lucca la nuova terra, dalla omonima città toscana, dove traeva origine la sua famiglia. Egli ne ottenne il titolo di marchese con privilegio di Filippo IV Re di Spagna, con diritto di porvi il suo stemma, di eleggervi i magistrati e di occupare il 31° posto nel braccio militare del Parlamento di Sicilia; ma morto senza eredi, la moglie ne fece dono al Collegio dei Gesuiti di Palermo; il quale, per commutazione con altri feudi, ne fece cessione a Laura Bologna Platamone, che se ne investì i 19 novembre 1651 e quindi la recò in dote a Girolamo I Filangeri Corbera, signore di Santa Margherita Belice. A questi, morto nel 1667, successo il figlio Alessandro, primo principe di Cutò; nella cui famiglia d’allora in poi il marchesato di Lucca sempre rimase. Il paese prese il nome di Lucca Sicula nel 1863, dopo l’Unità d’Italia.

Attrattive Principali


Una delle principali attrattive di Lucca Sicula è la Santa Pasqua, che rappresenta il momento più atteso dell’anno, soprattutto per l’intensità religiosa dell’evento. in particolare, tutto si trasforma per l’annuale preparazione de”l’Incontro” cioè l’accompagnamento della Madonna verso il Figlio Risorto da parte dei cittadini. Già dalla Domenica delle Palme la Pasqua entra nel vivo delle celebrazioni. Al termine della S. Messa, infatti, il parroco benedice le palme ed i ramoscelli d’ulivo portati in alto dai partecipanti. Il Triduo Pasquale, invece, inizia il Giovedì Santo con la Messa in Coena Domini e, al termine, con la lavanda dei piedi. La celebrazione ha termine con il sacerdote che toglie dagli altari della Chiesa tutto, per manifestare il lutto solenne. A mezzanotte esce la vara con la Madonna Addolorata che cerca il figlio morto. E’ già dalla mattina del Venerdì che ha inizio la Via Crucis per portare la Madonna Addolorata sino al Calvario insieme all’Urna. Alle 12, al Calvario, viene celebrata la S. Messa mentre nel   pomeriggio in questo stesso luogo sarà deposta la croce di Cristo crocifisso.
La notte del Sabato Santo Cristo Risorge nel corso della Celebrazione di mezzanotte e l’evento viene segnalato dallo scampanio a festa che arriva in ogni angolo del paese. La Domenica di Pasqua la sveglia per tutti è con i Tammurinara (suonatori di tamburo) . Dopo la S. Messa si procede con l’incontro. San Giovanni Battista accompagna il Cristo Risorto; San Michele arcangelo, la Madonna addolorata. Sarà S. Michele che, portato in spalla dai “Sanmicchilara”, porterà alla Madonna la notizia che il figlio è risorto. Per tre volte la statua sarà trasportata dalla Chiesa del Rosario alla piazza ,con al seguito, in corsa, numerose persone che, al grido di “W S. Michele” corrono con in mano rami di alloro. Al terzo giro il Santo accompagna la Madonna verso il Cristo Risorto, sostenuto nel suo procedere dalla statua di S. Giovanni. Anche per lui, numerosi sostenitori urlano a squarciagola il suo nome festanti. La “maschiata” (spari di mortaretti) accompagna l’incontro tra Madre e Figlio, per sottolineare la gioia dell’evento. Inizia, così, la processione festante per le strade di Lucca. Al termine della processione, hanno inizio le rigattiate : il paese, in questa occasione, è diviso in due : i “sammichelari” (sostenitori di S. Michele Arcangelo) ed i “sangiuvannari”, (sostenitori di S. Giovanni Battista). Per giorni, prima dell’evento pasquale, le statue dei due Santi vengono diversamente addobbate con fiori e lavori in cartapesta. Il giorno di Pasqua uno stuolo numeroso di giovani corrono dietro la rispettiva statua portata in spalla dai sostenitori. Il Corso principale di Lucca si apre alle scorribande di bambini e giovani in festa, con in mano rami di alloro a significare la gioia della Resurrezione di Cristo. Per tutta la serata gli instancabili sostenitori fanno “ballare” in aria le statue dei Santi, continuano sino allo stremo nella corsa vorticosa lungo le strade del paese in festa, tutto ciò è incessantemente accompagnato dal suono della banda musicale. Al termine i giochi pirotecnici danno l’arrivederci al prossimo incontro.

Da visitare


CHIESA MADRE

La chiesa Madre fu edificata intorno al 1640. All’interno vi sono otto dipinti, di cui due quadri, datati 1628, del pittore S. Aloi, raffigurano Sant’Eligio, vescovo, e Sant’Agostino.

CHIESA DEL ROSARIO

La chiesa del Rosario fu edificata nel 1650. In questa chiesa particolare attenzione merita il mosaico policromo del campanile, ottenuto con pietre colorate, le quali danno all’insieme una caratteristica artistica, peculiare e suggestiva.

PALAZZO LO CASCIO

Poche sono a Lucca Sicula le abitazioni di un certo interesse architettonico e artistico. Uno di questi è il palazzo del notaio Calogero Lo Cascio, sito in corso Vittorio Emanuele.

IL CALVARIO

E’ la prima costruzione che si presenta agli occhi del visitatore entrando a Lucca Sicula da orient; qui si svolgono i sacri riti della morte e della crocifissione di Gesù Cristi nella Settimana Santa.

L’ABBEVERATOIO

L’abbeveratoio del Canale, ubicato alla periferia sud del paese, utilizza l’acqua della sorgente Genenia, la quale fino al 1950 riusciva a soddisfare le esigenze idriche della popolazione.

Tipicità


 Dal 1998, Lucca celebra la sua più grande ricchezza: l’olio. La Festa dell’Olio riempie il paese di stand e visitatori interessati a conoscere il buon olio di Lucca, particolarmente apprezzato dai mercati del settore. Con l’occasione si possono degustare tutti gli altri prodotti tipici del luogo: olive verdi e nere, formaggi e ricotta, salsicce, salami, dolci tipici. Durante la festa si svolgono, inoltre, interessanti convegni sulle tecniche di produzione e conservazione dell’olio con esperti a confronto con i cittadini . Nel 2000, in occasione di tale festa , il Comune di Lucca Sicula ha pubblicato un libricino con il contributo della Provincia di Agrigento e del Banco di Sicilia; la pubblicazione contiene ricette a base di olio e di olive ed è stato curato dalla Scuola Elementare “G. Pascoli”. Tra i piatti tipici ricordiamo le olive schiacciate, le olive verdi salate, le olive nere secche, le olive verdi condite e il pane caldo con olio.

Appuntamenti


19 MARZO

Durante la giornata del 19 Marzo, vengono imbandite sontuose tavolate dette “li tavuli di San Giseppi”.

APRILE

Settimana Santa e Santa Pasqua: è il momento più atteso soprattutto per l’intensità religiosa dell’evento.

MAGGIO

Gli alunni della terza media della locale scuola organizzano la festa in onore della Madonna di Fatima.

11/12/13 SETTEMBRE

In occasione della festa del Crocifisso, a Lucca viene svolta una manifestazione fieristica.

OTTOBRE

Festa dell’olio: istituita nel 1997 con l’intento di promuovere l’oro verde, la festa è diventata un appuntamento annuale importantissimo per l’economia di Lucca

Vedi Pro Loco Agrigento

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