Museo ad Aidone – Museo Archeologico

Il Museo ad Aidone sull’archeologia rappresenta una fra le tappe più significative del cammino civile di una comunità ed il collegamento con il suo passato più remoto,oggi alla ribalta dell’attenzione internazionale.
Il museo, con sede presso l’ex Convento dei Padri Cappuccini (XVII sec.),è stato inaugurato nell’estate del 1984 e custodisce i reperti di oltre trent’anni di scavi a Morgantina, e dal colle di Cittadella (sito su cui fu originariamente fondata Morgantina intorno al 1000 a.C.) dove si trovano anche i resti di un villaggio preistorico dell’Età del bronzo (1800 a.C.).
I reperti sono ordinati ed esposti al pubblico secondo criteri cronologici e tematici, a testimonianza della stratificazione culturale vissuta dalla città, nel corso della sua storia, tanto che gli archeologi la definiscono “siculo- ellenizzata”.

Le Ceramiche

Nelle varie sale espositive, nel museo ad Aidone, sono presenti materiali della preistoria e della protostoria della città, provenienti dal villaggio castellucciano: asce di pietra basaltica levigata, minuscoli fuseruoli e frammenti di ceramica lavorata senza l’uso del tornio, con essenziale decorazione lineare incisa. Alla successiva città sicula, della prima età del ferro, appartiene invece, la ceramica acroma in forme carenate, d’impasto rosso e marrone, che trova riscontri nella cultura di Ausonio a Lipari.
I reperti esposti, appartenenti ad periodo che va dal IX alla metà del V secolo a.C., testimoniano la coesistenza delle culture sicula e greca nella cittadina. I reperti di epoca classica ed ellenistica, fino alla distruzione della città (211 a.C.), consistono prevalentemente di terrecotte provenienti dalle necropoli e dai santuari urbani di Demetra e Persefone, tra cui diversi busti di quest’ultima, a cui si aggiungono una grande lucerna a “vernice nera” con tre beccucci ed un piatto da pesce, di provenienza forse siracusana.

La Venere

Fra i vari reperti del museo ad Aidone, un posto di rilevo viene occupato dalla “Dea di Morgantina”, statua alta 2,42 m e scolpita probabilmente tra il 425 a.C. e il 400 a.C. Si tratta di uno pseudo-acrolito, tecnica già sperimentata in Magna Grecia e soprattutto in Sicilia, che abbina materiali di diversa consistenza e provenienza.
È evidente dal cosiddetto “effetto bagnato” della veste sul torso, che mette in risalto i lineamenti del corpo, realizzato in calcare colorato, proveniente da una cava iblea e le parti nude (testa, braccia, piedi). La testa, non rifinita nella parte posteriore, ma solamente abbozzata, (probabilmente perché ricoperta da uno strato di stucco, su cui era posizionata una parrucca o un copricapo) rivela profonde influenze dello “stile ricco” e fa pensare che venne scolpita, nel sec. V a.C., da un artista, discepolo di Fidia, operante nella Magna Grecia.

Acroliti di Demetra e Kore

Fra i reperti archeologi di importanza, rimpatriati dal Bayly art museum della Virginia University, nel museo di Aidone, si annoverano anche gli acroliti in marmo bianco di Demetra e Persefone (VI secolo a.C.), i frammenti comprendono due teste, mani e piedi, scolpiti in marmo proveniente dall’isola di Taso.
Il culto demetriaco era ampiamente diffuso in Sicilia fin dal VI sec. a.C., e Morgantina ne reca testimonianza, attraverso tutta la sua storia, con una serie di santuari dislocati sia all’interno che all’esterno della città.
Gli acroliti, di cui rimangono i frammenti esposti, sono statue,eseguite nella tecnica acrolitica, sono realizzate solo nella testa, nei piedi e nelle braccia o mani,in marmo; tutto il resto veniva fatto con materiale meno pregiato o deperibile, quale il legno, e coperto da vesti.

Gli Argenti di Eupolemo

Il “tesoro di Eupolemos”, costituito da raffinate opere in argento e lamina d’oro di epoca ellenistica, sedicieccezionali pezzi, risalenti al III secolo a.C. e provenienti da Morgantina, scoperti casualmente nel 1998.
L’allestimento del museo ad Aidone prevede, insieme ai sedici pezzi d’argento dorato, l’esposizione di una raccolta di reperti inediti provenienti dall’abitazione di Eupolemos (III secolo a.C.), recuperati durante le campagne di scavo degli anni novanta dirette da Malcolm Bell.

In mostra, accanto agli argenti, saranno infatti una grande arula (altare domestico), vasellame da mensa, anelli, spatole e stiletti in bronzo, vasetti miniaturistici e due “singolari” monete separate da duemila anni di storia. Si tratta di una sikeliotan, la moneta coniata proprio a Morgantina intorno al 212 a.C. con l’effige di una dea, Persefone o Demetra, e una moneta da cento lire del 1978 con la dea Atena e l’ulivo.
Gli argenti dal 2015, e per quattro anni consecutivi, non saranno esposti nel Museo Archeologico di Aidone, ma a seguito di accordi firmati nel 2006 sono stati dati in prestito al “Metropolitan museum of art di New York”.

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