La leggenda della tela di Maria SS della Stella di Barrafranca

Tempo di lettura 2 minuti • 6 Settembre 2015 • Pubblicato da silvia Maria SS della Stella Barrafranca

L’8 settembre, a Barrafranca, si festeggia solennemente la compatrona Maria SS della Stella.

Il culto per la Madonna è molto antico e probabilmente fu introdotto dalla famiglia Barresi, quando nel 1529 l’antica Convicino venne popolata con l’arrivo di persone provenienti da Militello Val di Catania (già possedimento della famiglia Barresi) che portarono con sé il culto di Maria SS della Stella, già venerata nel loro paese.

Il culto è legato all’antica tela raffigurante la Madonna della Stella con Sant’Alessandro e San Giovanni Battista. Di antica fattura, non si conosce la data di esecuzione: per alcuni storici fu dipinta intorno al 1572, per altri esisteva già molto prima. Su di essa sono tante le storie e le leggende che si narrano a Barrafranca.

Secondo una delle leggende, un giorno arrivò al paese un pittore stanco e lacero che chiedeva ai passanti se avessero bisogno di un quadro, ma tutti lo respinsero. Girovagò invano finché sedette su una “ticchiena” a chiacchierare con una donna, la quale gli ordinò un quadro di Maria SS della Stella a patto di pagarlo soltanto con il vitto e l’alloggio.
Il pittore fu ospitato in una stanzetta dalla quale non uscì mai. Da dietro la porta la signora continuava a porgere i viveri, nonostante non ci fosse risposta dall’interno. Un giorno la donna decise di entrare e, con grande stupore, scoprì all’interno tutti i cibi che aveva offerto ancora intatti e, nella parete di fronte, il dipinto della Madonna, ma nessuna traccia del pittore. L’anziana signora accostatasi all’opera si accorse della somiglianza del volto del pittore con quello di Sant’Alessandro e si precipitò fuori gridando al miracolo.

Secondo un’altra leggenda un pescatore dei dintorni di Gela passeggiava su una spiaggia dorata quando all’improvviso, lambita dalle acque, trovò la tela arrotolata: impressionato la raccolse, la nascose e si mise in cammino. La notte colse il fortunato pescatore nei dintorni di Barrafranca e lo costrinse a cercare un rifugio da qualche parte del paese. I curiosi abitanti del luogo, non appena scoprirono una così dolce immagine, se ne impossessarono portandola nella chiesa di Sant’Alessandro e venerandola con grande solennità.

Altra breve leggenda vuole che la tela miracolosa fosse stata fortuitamente trovata in una grotta dietro la chiesa di Sant’Alessandro e vicino al quadro furono trovate delle candele misteriosamente ancora accese.

Purtroppo la tela originale fu rubata nel 1977 insieme agli ori che la ricoprivano e mai più ritrovata. Di essa rimase solo la cornice seicentesca, dipinta di oro e azzurro.

L’anno successivo fu bandito un concorso per realizzare una nuova tela che fu vinto dal pittore barrese Gaetano Vicari.