La Riserva di Vendicari: tra Noto e Pachino un ecosistema da scoprire

Tempo di lettura 2 minuti • 8 Luglio 2017 • Pubblicato da silvia Vendicari

La zona compresa tra Noto e Pachino ospita la riserva naturale orientata Oasi Faunistica di Vendicari che si estende per circa 1512 ettari.

Acque cristalline e spiagge dorate che si trasformano in rocce a strapiombo sul mare. Niente sdraio, ombrelloni, musica e aperitivi, ma lunghe passeggiate, escursionismo e un intero ecosistema da scoprire. Dai capanni di osservazione, poi, potrete scrutare fenicotteri, aironi e cicogne. Questa è Vendicari. Vendicari - fenicotteri rosa

Una delle ultime aree umide costiere della Sicilia sud-orientale, ma anche una strada privilegiata verso l’Africa per i flussi migratori nelle stagioni invernali e in quelle estive. Insomma, un paradiso naturalistico per gli uccelli acquatici che, prima di raggiungere la meta finale, sostano qui. Di mese in mese, infatti, cambiano le specie osservabili, ma la volpoca è quella che, in termini numerici, ha maggiore rilevanza.

Dicembre e la stagione primaverile sono i periodi più interessanti per gli appassionati di birdwatching che vogliono guardare da vicino cigni reali, folaghe e germani reali. In estate è il turno di garzette, aironi cenerini e grossi stormi di gabbiani reali. All’inizio dell’autunno “atterrano” i fenicotteri. Non solo volatili ma anche anfibi, mammiferi e tartarughe: le Caretta Caretta, dopo più di vent’anni dall’ultima testimonianza, sono tornate a nidificare in questo meraviglioso posto.

La Riserva di Vendicari: la storia

Vendicari - torre svevaL’Oasi fu istituita nel 1984 dalla Regione Siciliana ma la sua storia è molto più antica.

All’epoca medievale risale la Torre Sveva. Sorge sulla riva della baia e fu costruita per comunicare e respingere gli assalti dei pirati Saraceni e Barbareschi che saccheggiavano i centri abitati e le campagne dell’isola. La data di fondazione è incerta, ma secondo alcune fonti è nata per volere di Pietro D’Aragona.

Vendicari - TonnaraLa Tonnara, invece, è del Settecento, testimonianza della tradizione siciliana della pesca e della lavorazione del tonno.
Posta nella parte centrale è diventata uno dei simboli del luogo, insieme alla volpoca.
Oggi i ruderi distrutti del complesso (i pilastri che sorreggevano il tetto, la ciminiera altissima e le case dei pescatori) sono stati restaurati e restituiti alla comunità e ai visitatori.

Fauna e territori incontaminati, niente di meglio per una vacanza in Sicilia all’insegna della natura.

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