La Sicilia con due Geoparchi fa incetta di riconoscimenti UNESCO

Tempo di lettura 3 minuti • 24 Novembre 2015 • Pubblicato da silvia Unesco Geoparco

L’Assemblea Generale dei 195 stati membri dell’UNESCO, riunitasi per la 38° Sessione Plenaria a Parigi lo scorso 17 novembre, ha ratificato l’ingresso di 120 geoparchi mondiali nell’organizzazione, creando una nuova apposita sezione dedicata ai geoparchi – UNESCO Global Geoparks (Geoparchi mondiali UNESCO).

La nuova rete dei parchi UNESCO, che interessa 33 paesi nel mondo e 4 continenti, racconta circa quattro milioni di anni di storia del pianeta e gli eventi geologici che lo hanno plasmato, unitamente alla evoluzione della umanità. Attraverso tali esperienze congiunte, i geoparchi UNESCO sono in grado di testimoniare i profondi cambiamenti climatici aiutandoci a lanciare le sfide future per combattere fenomeni avversi come quelli tellurici, climatici, e vulcanici intorno al mondo.

In Italia possiamo contare ben 10 geoparchi che, da adesso, possono fregiarsi del titolo di Patrimonio dell’Umanità, e due di questi sono in Sicilia: il Parco naturale regionale delle Madonie – Madonie UNESCO global geopark e il Distretto di Rocca di Cerere – Rocca di Cerere UNESCO global geopark.

Ecco gli altri geoparchi: Parco naturale regionale del Beigua – Beigua UNESCO global geopark (Liguria), Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna – Sardinia UNESCO global geopark (Sardegna), Parco naturale adamello Brenta – Adamello Brenta UNESCO global geopark (Trentino), Parco nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni – Cilento vallo di Diano e Alburni UNESCO global geopark (Campania), Parco nazionale tecnologico e archeologico delle Colline metallifere grossetane – Tuscan Mining UNESCO global geopark (Toscana), Parco naturale regionale delle Alpi Apuane – Apuan Alps UNESCO global geopark (Toscana), Sesia Val Grande UNESCO global geopark (Piemonte), Parco nazionale del Pollino – Pollino UNESCO global geopark (Basilicata/Calabria).

Il Parco delle Madonie è caratterizzato da rocce sedimentarie di origine marina risalenti ad un periodo che va dal Triassico inferiore al Pleistocene. Le rocce sedimentarie presenti sono ricche di fossili che rappresentano testimonianze della vita marina del passato. Possono essere osservati fossili di organismi che formavano antiche barriere coralline in formazioni rocciose situate a quote piuttosto elevate. Attualmente la collocazione di queste rocce è dovuta all’azione di forze tettoniche che, durante il Miocene, le hanno spinte in alto. Tra i fossili sono diffusi gli impressionanti lamellibranchi Megalodon, grossi bivalvi che possono raggiungere la dimensione di oltre 10 cm, nonché le meravigliose ammoniti che vissero numerose durante l’Era Mesozoica. In numerosi affioramenti rocciosi nel Parco sono presenti bei coralli, grandi rudiste, gasteropodi e gusci di organismi unicellulari come i foraminiferi.

Il Parco “Rocca di Cerere” si estende per una vasta area di circa 1200 km2 attraversati dalla catena dei monti Erei. L’area presenta aspetti analoghi al vicino geoparco delle Madonie. Si tratta infatti di un settore dove prevalgono le rocce di origine sedimentaria, che come tali, danno luogo al tipico paesaggio di tipo “sedimentario”. Nell’area si trovano formazioni calcaree e gessose risalenti al periodo Messiniano: il paesaggio si sviluppa in bianche colline. Al di sotto di tali formazioni si trovano livelli ricchi di zolfo che anche qui, come in altre aree della Sicilia, hanno in passato permesso lo sviluppo di un’economia legata all’attività estrattiva del minerale.