Comune di Isnello

Cenni storici


Isnello è un piccolo comune siciliano situato nel cuore del Parco Regionale Naturale delle Madonie.
Il paese è immerso nella natura, circondato da montagne quali Monte Mufara, Monte dei Cervi e dal massiccio del Carbonara che rappresenta la seconda vetta più alta della Sicilia dopo l’Etna.
Su queste montagne è presente una località, Piano della Battaglia che è la seconda stazione sciistica siciliana dopo l’Etna.
Il territorio è ricco di boschi e di emergenze geologico-speleologico, la cui espressione più significativa è la grotta sotterranea denominata “Abisso del Vento”, ancora non del tutto esplorata.
Isnello è un paese molto antico infatti sul suo punto più alto sono presenti i ruderi del castello di cui esiste la prima testimonianza scritta risalente al 1082.
All’interno del paese si trovano diverse chiese anch’esse antiche, inoltre poco fuori dal centro abitato insistono i ruderi dell’eremo di San Leonardo, chiesetta già presente nel 1182.
La tradizione e il folclore di Isnello compongono un patrimonio immateriale molto ricco che si basa sui valori agro-silvo-pastorali e religiosi del passato.
Di particolare pregio sono le ricette gastronomiche che prevedono anche il consumo delle verdure spontanee, pratica molto affermata nei secoli passati e riportata in auge attraverso una sagra annuale, giunta alla 11a edizione che si celebra all’inizio della primavera.
L’artigianato legato all’antica attività del ricamo, l’agricoltura biologica e l’allevamento nei pascoli naturali rappresentano ulteriori aspetti di alta qualità per Isnello.-
Il cielo, libero dall’inquinamento luminoso, ha favorito la nascita del Centro Internazionale per le Scienze Astronomiche, Gal Hassin, riconosciuto a livello internazionale, anche dalla NASA.
Di Isnello, Carlo Levi nel suo libro  Le parole sono pietre scriveva: “Esso è antichissimo e perciò pieno di profonda nobiltà.”.
L’aria fresca e pulita, l’acqua di sorgente, la cordialità e l’ospitalità della popolazione rendono Isnello un luogo ideale e “salutare” di villeggiatura. Il paese vanta la presenza fra i suoi cittadini di diversi centenari, sia uomini che donne.

Attrattiva principale


Polo didattico-divulgativo del Parco Astronomico delle Madonie

In prossimità del centro abitato è presente questa struttura che fa parte del Parco Astronomico delle Madonie.
Qui vengono accolte soprattutto le scolaresche per far conoscere e divulgare il mondo dell’astronomia.
Comprende un planetario digitale con cupola di 10 metri di diametro che può ospitare più di 50 persone, una terrazza osservativa con 12 telescopi di media portata per l’osservazione del cielo, un museo, aule didattiche, radiotelescopio e molti altri strumenti per la divulgazione delle scienze astronomiche.

Da visitare


Chiesa Santa Maria Maggiore

La chiesa di Santa Maria Maggiore, domina il paese dall’alto. E’ stata edificata verso la fine del ‘300 e il primo maggio, in essa, ricorre la festa del Santissimo Crocifisso, la cui devozione ha radici profonde nella tradizione religiosa isnellese. Particolarmente interessante risulta la cuspide conica del campanile ricoperta da maioliche colorate. La chiesa è composta da un’unica navata a capriate, dall’abside e da un cappellone chiuso da una grande inferriata e da una balaustra. Al suo interno è possibile ammirare: la statua in marmo di Maria Vergine di scuola siciliana, datata 1547; il Crocifisso ligneo del 1625. Di particolare interesse una Croce lignea bifacciale del XV secolo appesa al soffitto, raffigurante la Crocifissione e la Resurrezione e l’organo con cassa lignea intagliata con sculture del 1754.

Chiesa Madre 

La Chiesa Madre si trova nel cuore del centro storico, è intitolata a San Nicola di Bari, vescovo di Mira, Santo patrono di Isnello. Fondata tra il XIV e gli inizi del XV secolo, è disposta a tre navate: la navata centrale conduce all’altare maggiore, il cui abside è decorato con stucchi realizzati da Giuseppe Li Volsi e datati al 1607; nella navata di sinistra si trova la cappella del Santo patrono, la cui statua lignea è riconducibile a Giovanni Pietro Ragona (1689). In fondo alla navata si trova la cappella del Santissimo Sacramento, ornata di stucchi dorati attribuiti a Giuseppe Coccia, un mecenate locale, al quale è stata commissionata anche la decorazione della cappella dell’Addolorata, (navata di destra), ricca di affreschi realizzati da A. Ferraro, detto il “Giulianese”. Nella medesima cappella è presente un quadro raffigurante la Madonna Addolorata del celebre Zoppo di Gangi.Di particolare interesse sono: il Tabernacolo marmoreo del ‘500 (1492) attribuito a Domenico Gagini; il Coro ligneo del 1601 presente sull’altare maggiore, opera di Federico Di Marco e Giacomo Mangio; infine il Crocifisso ligneo di Giuseppe Li Volsi del 1619; l’importante organo del 1725.

Chiesa di San Michele Arcangelo

La chiesa di San Michele Arcangelo, edificata tra il XIV e il XV secolo, è composta da due navate, divise da arcate a sesto acuto e sorrette da colonne di marmo bianco. Di prezioso valore il soffitto in legno a cassettoni, dipinto minuziosamente (XVII secolo). L’interno della chiesa è ricco di affreschi (XIV-XV secolo), pitture e preziosi stucchi dorati. Sono presenti: un organo ligneo del XVII secolo, con la cantoria sorretta da tre aquile, il pulpito e il tabernacolo in legno intagliato, la statua di San Michele risalente al ‘500, un quadro su tela dei Santissimi Quaranta Martiri attribuito allo Zoppo di Gangi (o Martino Russitto), il Crocifisso ligneo di Frate Umile (XVII secolo), e l’affresco di San Leonardo del XV secolo con accanto un’acquasantiera in alabastro.

Chiesa del SS. Rosario

La Chiesa del Rosario si trova nel piano della Porta, anticamente denominato piano di Sant’Elia. Intorno al 1475 era di proprietà dei frati Domenicani, successivamente fu aggregata al palazzo dei principi di Isnello, diventandone la chiesa padronale (tardo XVI secolo). È possibile ammirare un quadro dipinto ad olio su tavola raffigurante la Madonna del Rosario, con ai bordi dipinti i quindici misteri del Rosario della prima metà del XVI secolo, attribuiti al fiammingo Simone de Wobreck.
Inoltre sono presenti i paramenti sacri decorati in oro, seta e corallo ed uno splendido retro altare raffigurante i misteri del Rosario, ricamati in filet.

Chiesa dell’Annunziata

Di origini medievale, lo stato attuale risale al 1635. La pianta della chiesa è a tre navate, sostenute da colonne di marmo bigio. È decorata con molti affreschi e bellissimi stucchi dorati dei fratelli isnellesi Abbate. Al suo interno conserva: l’insigne reliquia del santissimo legno della croce di Nostro Signore (il tabernacolo marmoreo della Santa Croce), la statua marmorea dell’Annunziata e dell’Arcangelo Gabriele di scuola gaginiana, l’organo del 1765, un quadro su tela della Natività dello Zoppo di Gangi del 1620. All’esterno della chiesa è possibile osservare un orologio solare.

Altre Chiese presenti a Isnello

  • Chiesa di San Francesco: la cui torre campanaria ottocentesca ma si regge su un impianto del 1300.
  • Chiesa della Madonna del Carmine/Santa Maria del Carmelo
  • Chiesa di Santa Lucia
  • Chiesa di Santa Maria di Gesù

Ruderi del Castello

Accanto la chiesa di Santa Maria Maggiore sono presenti i ruderi delle antiche costruzioni del Castello, di epoca bizantina. Esso sorgeva nella Val Demone sulla sommità di un costone roccioso che domina sia tutto il paese dall’alto, poiché il centro abitato si sviluppa sotto, sia il corso di due torrenti che confluiscono nel Castelbuono-Malpertugio. La sua posizione quindi recava molta difficoltà nell’accedervi.
Le prime attestazioni risalgono al XI secolo, precisamente nel 1082.
Il Castello era parte integrante di una cittadella difensiva di origine alto-medioevale, ricostruita intorno al XII secolo. Era presente una doppia cinta muraria, forse anche torri e bastioni di rinforzo per proteggere gli ingressi e i punti di accesso più deboli. Probabilmente la parte centrale era riservata alla zona notte, mentre le zone più esterne (quelle a valle) erano adibite ad ambienti di servizio (stalle, dormitoi e laboratori).
Durante la dominazione dei Normanni in Sicilia, il Castello è diventato parte del sistema difensivo facente capo al regio Demanio, con il ruolo di sorvegliare e difendere il territorio. Ha svolto questo compito fino ai primi anni del XVI secolo. Successivamente si pensa che sia stato abbandonato ed è andato in rovina (forse anche a causa di un incendio).

Madre Madonita

La Madre Madonita è un’opera in bronzo dello scultore isnellese Pietro Giambelluca, realizzata nel 1987. Situata all’ingresso principale del paese, simbolo dell’identità culturale madonita, rappresenta una donna a cavallo che tiene in braccio un bambino, riproposizione simbolica delle sue radici, ma anche testimonianza di una volontà di crescita e di riscatto.

Museo “Trame di Filo”

Il Museo “Trame di filo” nasce nel 2009, grazie al recupero di un’arte del ricamo molto antica e molto pregiata, quella del filet e dello sfilato, (del ricamo in generale), una caratteristica peculiare dell’artigianato isnellese, tanto che qualcuno ha definito Isnello come la “culla del filet e del ricamo madonita”. Il Museo è stato voluto dal Comune di Isnello ed è stato realizzato con il contributo finanziario della Provincia Regionale di Palermo e dell’Ente Parco delle Madonie. Nel Museo sono stati raccolti i lavori del ricco passato culturale e tradizionale dell’artigianato locale, in particolare è possibile osservare e ammirare creazioni originali realizzati a filet.

Sentiero geologico Urbano

Progettato per far conoscere il patrimonio geologico presente a Isnello e sulle Madonie. Lungo il percorso è possibile osservare la gola attraversata dal torrente, i ruderi del castello, la chiesa di Santa Maria Maggiore e di San Michele Arcangelo. Molto particolare è il panorama che si può osservare dai ruderi del castello.

Tipicità


I prodotti tipici di Isnello sono legati all’ambiente, alla storia e alla tradizione culinaria del paese. Le ricette tradizionali sono tramandate di generazione in generazione. Nel territorio è presente un ricco allevamento di bovini, caprini, ovini e suini con la produzione di eccellenti carni e salumi, e di eccellenti formaggi: pecorino, caprino, caciocavallo e ricotta, sia fresca che stagionata.

Gastronomia

Per quanto riguarda le tradizioni gastronomiche isnellesi, ricordiamo:

  • Primi piatti: “i tagliarini chi favi a maccu”; “i maccarruna cu sucu”; “a pasta ca frittedda” e ancora “a pasta ca ricotta”.
  • Secondi piatti: “i carduna in pastella”; “a frittedda”; le polpette d’uovo annegate nella passata di pomodoro.
  • Dolci: “i cuddura d’ovu”; “i corna” (dolce tipico di Natale, ripieno di fichi secchi, mandorle, noci, uva passa e marmellata o miele; “aceddi cu l’ovu” (dolci di Pasqua); “i sfinci”; “u risu cu latti”; “i cudduruna”, ovvero la pasta di pane fritta ricoperta con zucchero.

Appuntamenti


Aprile – Sagra delle Verdure spontanee

Organizzata dalla Pro Loco di Isnello questa sagra permette di conoscere le verdure spontanee che crescono sulle Madonie, sia dal punto di vista botanico che erboristico. Durante la manifestazione è possibile degustare le verdure preparate secondo le antiche ricette ma rivisitate in chiave moderna. La sagra si svolge in una data compresa tra fine marzo e i primi di aprile. (Il primo fine settimana del mese di aprile).

29 Aprile – Sagra della “Frittedda”

Il 29 aprile presso lo spazio antistante la chiesa di Santa Maria Maggiore è possibile degustare un piatto di “Frittedda”: ricetta tipica siciliana preparata con fave, piselli, finocchi selvatici, carciofi e abbondante olio di oliva. La sagra annuncia i festeggiamenti del Santissimo Crocifisso del 1° Maggio, nella chiesa di Santa Maria Maggiore che si conclude con la processione del Crocifisso portato a spalla per le vie del paese dai fedeli della Confraternita, i quali per devozione sono a piedi scalzi e vestiti di bianco.

29 Giugno – Sagra delle Fave

Si svolge il 29 giugno in ricorrenza della festività dei santi Pietro e Paolo. Vengono distribuiti, in diversi quartieri del paese, fave, patate e cipolle bollite preparate nei tradizionali pentoloni detti “quadare”. Questa sagra ha visto la sua prima edizione nel 1978 mentre si celebrava sin dai primi dell’800 come iniziativa sociale degli isnellesi in ringraziamento del raccolto dei campi.

Inizi di Luglio – Sagra della Ricotta

Il primo fine settimana di luglio, si svolge la Festa della Ricotta, una manifestazione nata per far riscoprire il tradizionale procedimento che i pastori attuano per la produzione della tuma e della ricotta fresca: in un ambiente naturale viene ricostruito “Il Marcato” dove si lavora il latte e i prodotti ottenuti sono offerti in degustazione al pubblico presente. La festa è allietata da musiche e canti popolari.

5-6-7 Settembre – Festa patronale San Nicola di Bari

La festa patronale si svolge il 5, 6 e 7 settembre. Oltre al programma religioso comprensivo anche dalla classica processione solenne del simulacro del santo patrono, è previsto un programma laico di spettacoli, concerti e giochi durante le tre sere della festa.

Novembre – Sagra dei Sapori d’autunno

La sagra dei Sapori d’autunno si svolge in uno dei due primi fine settimana del mese di novembre. Nasce come vetrina gastronomica per far scoprire i delicati sapori autunnali del comprensorio madonita, in particolare isnellese. È possibile degustare caldarroste, grigliate, la gastronomia tipica  isnellese, dolci locali e vino novello. Si tratta di una manifestazione enogastronomica, culturale e scientifica, che promuove la riscoperta e rivalutazione del territorio, delle attività produttive locali e delle bellezze artistiche e paesaggistiche di Isnello. Lungo le vie del centro abitato vi sono diversi stand con esposizioni di prodotti di artigianato, mostre artistiche, visite guidate, passeggiate tra gli antichi vicoli e lungo il suggestivo sentiero geologico urbano.

24 Dicembre – La “Luminaria”

La notte di Natale presso la piazza Mazzini viene allestito sin da due secoli fa, un grande falò per rinnovare la nascita del bambinello Gesù. Tale falò, di ampie proporzioni, riscalda le persone che rimangono in piazza prima e dopo la messa di mezzanotte, per lo scambio degli auguri di Natale.
Durante le maggiori festività sacre nelle quali è prevista la solenne processione si cantano le frottole. Queste sono degli inni sacri, in parte ottocenteschi o dei primi del novecento, dedicati al santo del giorno. Vengono cantate da un coro formato da circa 80 cittadini isnellesi, accompagnati dalla banda musicale cittadina di Isnello, dagli stendardi e da una varetta in miniatura rappresentate il santo.

Vedi Pro Loco Palermo

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