Comune di Acate

Cenni storici


Acate, comune della provincia di Ragusa, ha una storia antichissima. Sono state rinvenute tracce di siculi, greci, romani, bizantini, arabi, normanni e aragonesi. Il primo nucleo abitativo fu costruito al casale Odogrillo, del quale oggi resta solo una muraglia. Odogrilo entrò poi a far parte del feudo dei Chiaramonte col nome di Biscari ed infine alla Contea di Modica. Cominciò però il declino di Odogrillo, al quale corrisponde l’ascesa di Biscari che, sotto la famiglia Castello conobbe un periodo di benessere ed importanza. Con il terremoto del 1693 Biscari fu distrutta e ricostruita nell’attuale sito. Nel 1938 la città assunse il nome di Acate. Nel luglio del 1943 durante la seconda guerra mondiale sbarcarono in Sicilia gli americani perpetrando il massacro di Biscari, fucilando prigionieri italiani e tedeschi.

Attrattiva principale


Ad Acate la terza domenica dopo Pasqua si celebra la festa in onore al protettore della città, San Vincenzo. La devozione al simulacro, custodito nell’omonima Chiesa, è legata ad una storia-leggenda, la quale racconta che il Principe si innamorò di una bella popolana che risiedeva accanto al castello. I due cominciarono una relazione, ma furono scoperti dalla principessa Anna Scammacca Bonaiuto, la quale fece rinchiudere la moglie del marito nelle segrete del castello, cospargendo il suo corpo di miele, affinché divenisse cibo per le api. In seguito si pentì di ciò che aveva fatto, il Papa offrì il suo perdono in cambio però dell’accoglienza al castello del corpo di un martire. A tutto ciò corrisponde il culto al Santo e il Palio che si svolse per la prima volta nel 1722 in occasione dell’arrivo del corpo del martire da Roma al porto di Scoglitti. Fu poi accompagnato da cavalli e dal Principe fino a Biscari. La festa dura tre giorni , durante i quali una folla immensa ammira le sfilate e le esibizioni di sbandieratori, gruppi folcloristici e musicali, cavalli e cavalieri. Si crea un corteo storico con costumi d’epoca. Nel giorno della festa si svolge la processione col simulacro per le vie della città. La domenica successiva si svolge un’altra processione, sottotono, per la gioia dei giovani che possono portare a spalla il Santo.

Da visitare


Castello dei Principi di Biscari: è stato recentemente restaurato. Il castello si trova nel centro urbano in Piazza della Libertà e la sua costruzione risale al 1494 ad opera del barone Guglielmo Raimonda Castello, esso racchiude in sé cinque secoli di vita di Biscari. Dell’edificio originale restano solo una torre e parte della struttura muraria, mentre il resto si presume sia stato incorporato nelle opere successive.

Chiesa di San Vincenzo: di cui oggi è la sacrestia del castello. Le sue navate sono ricche di stucchi e al suo interno è conservato il corpo di San Vincenzo, protettore della città. Dentro la chiesa di San Vincenzo si trova anche un organo di squisita fattura.

Chiesa Madre San Nicola di Bari: ha una storia un po’ tormentata. Essa è stata distrutta e ricostruita per ben due volte a seguito di due terremoti uno del 1693, l’altro del 1846. L’attuale chiesa presenta ad oggi pochi resti della struttura originaria.

Marina di Acate: località di villeggiatura degli acatesi ma anche degli abitanti di Gela, Caltagirone e Enna. Essa è caratterizzata dalle montagnole di sabbia fine e bianca e offre oltre seicento metri di spiaggia spaziosa. Queste montagnole un tempo erano molto più alte ed estese di oggi e prendevano il nome di “macconi”.

Tipicità


Le tradizioni culinarie ad Acate ci parlano dei prodotti della terra e del lavoro dell’uomo, di una cultura materiale della vita dell’antica Biscari, i cui riflessi ancora sopravvivono nei piatti tramandati dalle nonne e dalle madri. Sono piatti che, elaborando i frutti della terra, raccontano le colture, le erbe spontanee, gli aromi, le forme di allevamento, la povertà dei molti e il benessere di pochi, costituendo nel loro insieme la persistenza di una memoria storica attraverso la sopravvivenza ed il consapevole recupero di antichi sapori. È possibile quindi gustare ad Acate i primi piatti poveri come: a pasta a sugu fintu (condita con estratto di pomodoro e cipolla ed arricchita eventualmente con un uovo sbattuto), pasta con le patate, U tianu (“il tegame”: pasta al forno fatta entro un tegame di terracotta, impastata con sugo di carne e ricotta; era il piatto per le festività importanti), i baddotti di riso (piatto tipico per la festa di S. Giuseppe. Sono pallotte di riso impastato con la ricotta e l’uovo ed aromatizzato con cannella e prezzemolo, quindi cotte in brodetto di carne) I secondi piatti sono il maiale al sugo, l’agnellone al sugo, u cunigghiu a’ stemperata (coniglio con stemperata), minus fritta (neonati di pesce in frittura), e ancora altri. I dolci tipici ad Acate sono: A’ cicerata, ù biancomangiare (il budino), i friteddi di S. Martino (pasta morbida con semi di finocchio selvatico, passata nello zucchero dopo la frittura), i mastazzola, e ancora altro.

Appuntamenti


MARZO – APRILE

Festa di San Vincenzo

Ad Acate la terza domenica dopo Pasqua fin dal 1722 si celebra il santo protettore San Vincenzo Martire.

SETTEMBRE

Settembre a Biscari

Si svolge tra settembre ed ottobre, periodo in cui il centro di Acate ospita varie sagre, manifestazioni, feste. Importanti sono la sagra dell’uva e la festa del patrono San Biagio.

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