Area archeologica a Piazza Armerina – Villa Romana del Casale

Una bellissima area archeologica a Piazza Armerina, splendida città d’arte situata in provincia di Enna, è la Villa Romana del Casale. Nel 1997, per la sua eccezionale ricchezza di elementi architettonici e decorativi, l’antica residenza è entrata a far parte della World Heritage List tutelata dall’Unesco. Ubicata nel cuore della Sicilia e contornata da bellissimi paesaggi naturali, è un tesoro artistico dal valore inestimabile, che attira ogni anno centinaia di migliaia di turisti.

Storia

Risalente all’epoca tardo imperiale (III-IV secolo d.C.), la villa è appartenuta a un esponente dell’aristocrazia senatoria romana, probabilmente un governatore di Roma (Praefectus Urbi); secondo alcuni studiosi, invece, fu costruita e ampliata su richiesta di un altissimo funzionario imperiale, Massimiano Erculio, un tetrarca di Diocleziano.

Complesso monumentale di grande rilevanza storico-artistica, può considerarsi uno degli esempi più significativi di dimora di rappresentanza che celebra i fasti del suo committente, attraverso un programma iconografico stilisticamente influenzato dalla cultura africana.

Questa favolosa area archeologica a Piazza Armerina si contraddistingue per la vastità degli ambienti a carattere pubblico e privato. Importanti scavi condotti verso la metà del Novecento hanno portato alla luce 3500 metri quadrati di pavimentazione a mosaico figurativo e in stile geometrico, oltre a colonne, statue, capitelli e monete. Secondo illustri storici dell’arte, i mosaici sono i più belli e meglio conservati del loro genere.

Area archeologica a Piazza Armerina

Struttura

Tra i resti di questa area archeologica a Piazza Armerina, sono stati individuati quattro nuclei separati, ciascuno di diverso orientamento assiale, ma strettamente connessi tra loro:

  • l’ingressomonumentale a tre arcate con cortile a ferro di cavallo;
  • il corpo centrale della villa distribuito intorno a una corte a peristilio quadrangolare, corredata di giardino con vasca mistilinea al centro;
  • una grande sala con tre absidi (trichora) preceduta da un peristilio ovoidale, delimitato a sua volta da un altro gruppo di vani;
  • le terme.

La villa accoglie i turisti attraverso un ingresso strutturato come un arco onorario a tre aperture; si prosegue verso una corte porticata poligonale dalla quale, a nord, si accede all’edicola di Venere, mentre a est si giunge al vestibolo, stanza quadrangolare nella quale si ricevevano gli ospiti. Superato quest’ultimo, i visitatori entrano nel grande peristilio quadrangolare, lo spazio attorno al quale ruotano gli ambienti della villa.

Caratteristici di questa area archeologica a Piazza Armerina sono il Sacello dei Lari (piccola aula absidata dedicata al culto delle divinità protettrici della casa) e la latrina privata, il cui pavimento musivo mostra una giostra di animali.

Continuando verso nord si giunge al complesso termale, che poteva essere frequentato anche da estranei, configurato secondo la tradizionale sequenza degli ambienti termali romani: frigidarium, tepidarium e calidarium.

Grande interesse turistico rivestono l’ambiente della Piccola caccia e l’ambulacro della Grande caccia: il primo, probabile soggiorno o sala da pranzo invernale, presenta un mosaico incentrato sulle battute di caccia, con al centro una scena di sacrificio a Diana; il secondo, invece, è un corridoio sopraelevato che, a dispetto del nome con cui è conosciuto, è interessante per l’eccezionale rappresentazione musiva delle venationes, le battute di cattura (e non di caccia) di bestie selvatiche da esibire negli spettacoli circensi a Roma.

All’interno del peristilio si trova un elegante giardino arricchito da una fontana a tre vasche.  Successivamente, si incontrano la Stanza delle Palestriti e la Diaeta di Orfeo: l’una esibisce le gare atletiche femminili, l’altra è una sala absidiata (un tempo dedicata agli intrattenimenti musicali oppure utilizzata come sala da pranzo estiva) adornata da un mosaico che ritrae il soggetto nell’atto di suonare la lira sotto un grande albero.

Area archeologica a Piazza ArmerinaNella parte sud della villa è presente un altro peristilio a forma ovoidale (Xystus), che costituisce una scenografica introduzione al lussuoso triclinio triabsidato, dominato al centro dal mosaico che illustra i nemici di Ercole.

Nella parte ovest della residenza, si trovano gli appartamenti privati che si estendono ai lati della basilica. Quello meridionale, di maggiori dimensioni, si distingue per il mosaico del corteo marino guidato da Arione (personaggio mitico che cavalca un delfino suonando la cetra); quello settentrionale, invece, racconta l’episodio in cui Ulisse offrì del vino a Polifemo e comprende anche una stanza da letto, custode del celebre abbraccio degli amanti.

La basilica, ampia sala absidata in cui il proprietario concedeva udienza, ricopre un ruolo molto importante all’interno della domus, sia per la decorazione marmorea del pavimento sia per la sua posizione, intesa come punto di arrivo di un percorso che, a partire dall’ingresso monumentale, si sviluppa in senso ascensionale.

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