Castello a Spadafora – Il Castello

Il centro della città di Spadafora è caratterizzato da una bellezza unica; gli occhi di chiunque lo guarda si perdono nella magia che emana, questo è il Castello di Spadafora sito nella via principale del paese (via Umberto I).

Il Castello a Spadafora, in antichità, fungeva da palazzo nobiliare della famiglia dei principi Spadafora, anche se le origini della struttura sono ancora controverse.
Per moltissimi anni si è attribuita la realizzazione all’architetto fiorentino Camillo Camiliani (spesso citato come Camigliani o Camilliani).
Anche se, di recente è stato messo in dubbio, per via del ritrovamento di reperti che non enunciavano la presenza di un centro abitato nel territorio di Spadafora.

In particolare, nel 1583, il Camiliani ed il capitano Giovan Battista Fresco, su ordinazione della Deputazione del Regno di Sicilia, viaggiando tra le coste siciliane dovevano “[…] riconoscere insieme la circonferenza del Regno e descriverla in carta, specificando tutte le Cale, e i luoghi dove siano le Torri e i Porti marittimi, e dove si designerà fare altre Torri seguendo il principio dato dal Cavaglier Tiburtio […]”; dalla redazione dei risultati di lavoro, trascritti nel manoscritto “Descrittione delle Marine del Regno di Sicilia”, non emerse la presenza umana nella zona costiera di Spadafora.

L’unica traccia di quel luogo era la presenza di una modesta torre difensiva con annesso il fondaco (o funduq in arabo). Quest’ultimo rappresentava un luogo in cui i viandanti ed i carrettieri potevano sostare durante i loro lunghi viaggi, riposare e magari mangiare qualcosa.

Vita umana, invece, si trovava presso il feudo San Martino, appartenuto dal 1457 a Federico Spadafora. Per quanto riguarda la torre difensiva, si pensa fosse stata costruita verso la fine del quattrocento per ordine della famiglia Spadafora, dal quale, nel corso degli anni, si sviluppò il centro abitato.

Nel 1584, su ordinazione del Vicerè del Regno di Sicilia, il Camiliani venne coinvolto nella costruzione di un sistema difensivo siciliano capace di proteggere il territorio con l’edificazione di 123 torri di cui 62 da ristrutturare ed adeguare.

Tra queste, nelle tavole dell’architetto, ne è stata ritrovata una raffigurante la torre di Spadafora, a pianta quadrangolare in vista assonometrica, contornata dalle basse strutture del fondaco con copertura a falda e porticato antistante.
Nella tavola, in cima alla torre, sono raffigurati i suggerimenti per la riadattazione della struttura per la difesa del territorio e la segnalazione costiera; questi prevedevano l’ampliamento in altezza e l’inserimento di due bertesche angolati dotate di finestrelle.
Quindi la costruzione del Castello, non potrebbe essere attribuita a Camillo Camiliani; egli intervenne solo con operazioni di riadattamento su una struttura già esistente.

Nonostante tali affermazioni, ancora oggi, alcuni studiosi rimangono del pensiero che il castello di Spadafora, venne distrutto e ricostruito interamente dall’architetto Camiliani.

Il Castello, però, ha subito ulteriori interventi probabilmente nella seconda metà del Seicento; infatti, la conformazione dello stesso appare con canoni stilistici e decorativo tipici di quell’epoca.
Agli spigoli dell’edificio furono incastrati quattro bastioni scarpati che non potevano essere collocati, di certo, nel Medioevo. Ingegneri militari austriaci, tra il 1821 ed il 1823, ricostruendo la planimetria della struttura, si resero conto che tali spigoli furono realizzati in anni successivi.

Verso il settecento, il Castello, venne ulteriormente adattato per divenire una residenza signorile, ed in particolar modo venne ampliata la struttura per volontà di Guttierez Spadafora che, insieme alle aristocratiche famiglie Branciforte, Moncada e Ruffo, dotò l’ingresso principale di uno stemma che evidenziasse la supremazia della famiglia che diede vita alla “Terra di Spadafora”.

Attualmente il Castello è di proprietà della Regione Sicilia che, grazie all’aiuto della Sopraintendeva ai Beni Culturali di Messina, ha provveduto ad intervenire con apposite restauri, al fine di portarlo in ottimo stato. Viene utilizzato dall’amministrazione comunale e dalla Pro Loco di Spadafora per l’organizzazione di numerosi ed interessanti eventi culturali.

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