Comune di Caccamo

Cenni storici


Situata alle estreme pendici del monte San Calogero (Euràko), Caccamo si affaccia sull’ampia valle dell’invaso Rosamarina, dominata dal Castello, offrendo allo sguardo un paesaggio di incomparabile bellezza. Le origini di Caccamo sono incerte, anche se vanta una storia plurisecolare. Lo storico siciliano Agostino Inveges (1595-1677) attribuisce il primo impianto urbanistico ai Cartaginesi, costretti a rifugiarsi nell’immediato entroterra, dopo la disfatta di Himera (480 a.C.) ad opera del tiranno siracusano Gelone. Egli sostiene che il nome Caccamo deriva da Càccabe, ovvero testa di cavallo, uno dei sedici appellativi dell’antica Cartagine, riprodotta nell’attuale stemma. Testimonianze storiche fanno risalire l’origine di Caccamo intorno all’ottavo secolo d.C., durante il dominio bizantino in Sicilia e le terribili scorrerie dei Saraceni. Tale ipotesi è supportata dalla presenza, nella città, di eremi basiliani, di alcuni toponimi arabi e dal rinvenimento di tracce di affreschi che ne accreditano la presenza nel territorio.

Attrattiva principale


Le specialità gastronomiche sono specificate nelle tipicità del Comune e possono essere gustate nei ristoranti-pizzerie, ben conosciuti e apprezzati. Dal punto di vista naturalistico, Caccamo possiede due Riserve Naturali Orientate: San Calogero e Pizzo Cane. Inoltre sul fiume San Leonardo è stata realizzata una diga artificiale da cui è nato il Lago Rosamarina, meta di tanti turisti, amanti della pesca e degli sport acquatici. Presso questo invaso è stata realizzata una attrezzata struttura turistica.

Da visitare


Duomo S. Giorgio: fondato secondo la tradizione dai Normanni nel 1090 e dedicato a San Giorgio Martire, fu ristrutturato nel XV secolo e ampliato, a partire dal 1614, sotto la direzione dell’architetto Vincenzo La Barbera. Custodisce opere di altissimo valore artistico, fra le quali: Fonte battesimale di Domenico Gagini e aiuti (1466); Ciborio eucaristico della Cappella del SS. Sacramento, di scuola gaginesca (sec. XV); olio su tavola di Simon de Wӧbreck (1582), raffigurante l’Incontro di Gesù con la Veronica; tele dei Cinque Sensi del fiammingo Jan Van Houbracken (sec. XVII); tela di Matthias Stomer (1641), raffigurante il Miracolo di S. Isidoro Agricola; trittico, tempera su tavola, con la Madonna e il Bambino tra i Santi Giorgio e Pietro (sec. XV); Croce dipinta su tavola (attr. Maestro di Galatina – sec. XV). All’interno della sacrestia si possono ammirare: leggii, statue, dipinti, affreschi, messali, manoscritti, canti e liturgie locali, paramenti sacri ricamati in oro e coralli (secoli XVII-XVIII). Opere di oreficeria (secoli XV-XIX) e il gruppo scultoreo in alabastro, San Giorgio a cavallo che uccide il drago (sec. XVIII), hanno trovato un’opportuna sistemazione nella cripta dei confrati del SS. Sacramento.

Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio: si affaccia sulla Piazza Duomo insieme all’Oratorio della Compagnia del SS. Sacramento, con portale barocco, e al Palazzo ex-Monte di Prestanza (sec. XVII), risale alla prima metà del XVIII secolo. Contiene alcune tele, fra cui due del pittore caccamese Giovanni Bonomo (sec. XVIII). Nella cripta sottostante il pavimento, si notano lateralmente le sepolture con i resti dei confrati.

Chiesa S. Benedetto alla Badia: fu fondata dalle suore benedettine nel 1615. Degno di nota il pavimento maiolicato (sec. XVIII), sulla cui recente attribuzione a Giuseppe Gurrello si sono espresse eminenti studiose. La scena centrale è dominata da un veliero che, sbattuto dalle acque agitate del mare, urta contro gli scogli ma resiste alla furia dei flutti. Il veliero rappresenta simbolicamente la Chiesa, come si evince dalla scritta CONCUTITUR NON OBRUITUR, “E’ sbattuta, non sommersa”. Da ammirare: l’inferriata barocca che chiude il matronéo; le opere pittoriche di Antonino Spatafora e Vincenzo La Barbera; i monumenti sepolcrali in marmi mischi policromi (sec. XVII); gli stucchi di Bartolomeo Sanseverino (sec. XVIII) e la tribuna lignea con l’altare maggiore in oro zecchino (sec. XVIII).

Chiesa SS. Annunziata: risale al 1531, con successivo ampliamento nel 1643. Al suo interno: pregevoli stucchi di scuola serpottiana e di Bartolomeo Sanseverino (sec. XVIII); tela di Guglielmo Borremans (1725), raffigurante l’Annunciazione; tela raffigurante San Girolamo da Stridone (pittore fiammingo – sec. XVII); statua argentea dorata di San Nicasio (1684). La cupola e la volta dei transetti sono opera del pittore Gianbecchina (1952). La Chiesa è ricca anche di pregevoli arredi sacri e opere di oreficeria.

Chiesa S. Maria degli Angeli: fu fondata, assieme al convento, dal frate domenicano Giovanni Liccio, nato a Caccamo nel 1426 e morto il 14 novembre del 1511, beatificato nell’anno 1753, sotto il pontificato di Benedetto XIV. Iniziata a costruire nel 1487, fu portata a termine nel 1497. All’interno pregevole è il soffitto ligneo a capriate della navata maggiore (1497), decorato con figure policrome raffiguranti santi domenicani ed elementi fitomorfi acantiformi. L’Urna argentea, con le spoglie del Beato Giovanni Liccio, si trova, oggi, sistemata nella seconda cappella della navata di destra.

Chiesa di San Rocco: edificata, insieme al Convento dei Frati Cappuccini, nel 1589, fu ricostruita e ampliata nel secolo successivo. Da ammirare al suo interno: l’ altare maggiore in legno massiccio (seconda metà sec. XIX); la statua lignea di San Rocco (sec. XVI); la tela della Gloria di Maria tra angeli e i santi Chiara, Girolamo, Francesco e Lucia, attribuita al pittore Giuseppe Salerno, detto lo Zoppo di Gangi (sec. XVII); le tele della Sacra Famiglia e della Madonna col Bambino, attribuite a Padre Fedele da San Biagio Platani (sec. XVIII); le sculture in alabastro raffiguranti San Giorgio e San Nicasio (scultore trapanese – sec. XVII). Nel Convento è custodita una ricca biblioteca contenente manoscritti, libri e incunaboli rari.

Tipicità


Fra i prodotti tipici del comune vi sono:

  • salsiccia fresca e asciutta;
  • ricotta fresca e salata;
  • formaggi: al peperoncino, ai pistacchi, al pepe nero, alle noci;
  • dolci tipici: buccellati (periodo natalizio) , pane da cena (a Pasqua) ,  taralli di carnevale, sfince;
  • oli: produzione locale con imbottigliamento;
  • vini: produzione locale.

Appuntamenti


MARZO – APRILE

“U Signuruzzu a cavaddu”

U Signuruzzu a Cavaddu rievoca l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, si svolge durante la Domenica delle Palme che apre la settimana della Passione.
Il corteo composto da un chierichetto benedicente (cittadino caccamese), accompagnato dalla banda musicale e da dodici figuranti che rappresentano gli Apostoli, attraversa le vie cittadine a cavallo di un asinello bardato a festa. Una folla di devoti, parenti, bambini e rappresentanti del clero, reca ramoscelli di ulivo e cuori di palmette e visita le chiese principali. Il rito si conclude nella Chiesa Madre con la benedizione dei ramoscelli e delle palmette, quindi sono portati a casa e messi di solito nella camera da letto accanto ad una immagine sacra.

MAGGIO

“Beato Giovanni Liccio”

La manifestazione si svolge l’ultima settimana del mese in 8 giornate chiamate “Ottavario” per concludersi il Lunedì successivo con solenni liturgie.
Il sacerdote benedice gli indumenti (abitini) come quelli dei dominicani, indossati dai fedeli per questa occasione. Tantissimi fedeli, molti a piedi scalzi, partecipano alla processione solenne che si svolge lungo le vie della città partendo da Piazza San Domenico fino a raggiungere la Chiesa del Beato Giovannello fuori le mura, luogo dove nacque il Beato. A conclusione della manifestazione sono previsti spettacoli musicali e pirotecnici.

AGOSTO

“Investitura della Castellana”

L’investitura della Castellana avviene nella suggestiva cornice di Piazza Duomo a Caccamo ai piedi del Castello. Essa rievoca, sia pure in forma ridotta rispetto al passato, la proclamazione della Signora del Castello e delle Damigelle d’onore. Musica, danze, rievocazioni storiche, giochi pirotecnici, esibizioni di sbandieratori, luci creano una atmosfera magica, degna del particolare momento storico-culturale.

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