Comune di Pietraperzia

Cenni storici


Pietraperzia è un Comune della Sicilia  in provincia di Enna; ha origini antichissime risalenti all’epoca antica, come testimonia un buon numero di reperti archeologici del Neolitico e fu occupata dai greci e dai romani. Il primo nucleo urbano, si formò nel periodo della dominazione normanna, quando la giurisdizione del feudo fu esercitata dal conte Ruggero. In seguito, nel 1529, l’amministrazione del borgo passò nelle mani della nobile famiglia dei Barresi, poi dei Branciforte, i cui eredi regnarono fino all’abolizione dei diritti feudali. Tra le testimonianze storico-architettoniche della cultura dei secoli passati,  costituiscono un patrimonio artistico: la chiesa madre, dedicata a Santa Maria, eretta nel 300; il Castello arabo, modificato dai normanni; la parrocchiale del Rosario, che presenta una pianta a croce greca e una facciata in stile barocco; il Palazzo del Governatore e il Palazzo della principessa Deliella.

Attrattive principale


Castello Barresi

Il maestoso Castello Barresi sorge su una rupe calcarea, a 549 m sul livello del mare. Le sue prime fortificazioni risalgono all’età del Bronzo,  fino ai primi anni del 1900, si era mantenuto quasi del tutto integro nelle sue diverse componenti architettoniche, poi a causa dei vari terremoti si ridusse a poco più di un rudere. Il castello fu sviluppato in tre fasi ma completato solo nel 1526 dal marchese Matteo Barresi. Il fronte nord era alto quattro piani e suddiviso in tre parti distinte, che andavano a rispecchiare le diverse epoche di costruzione: normanna, sveva e catalana. L’edificio originariamente racchiudeva un’area di circa 20.000 metri quadrati e le mura si estendevano per 1,500 m, lungo le quali si elevavano bastioni e torri di cui però non è rimasta alcuna traccia, se non di alcuni resti di un torrione merlato chiamato “Corona del Re” e della Torre quadrangolare d’ingresso.  Al centro, accanto alla “Corona del Re”, si erge il “mastio”. Questa struttura doveva servire come ultima difesa, era situato sopra la cima del colle ed in parte era stato ricavato nella viva roccia, costituendo così un inespugnabile baluardo di eccezionale robustezza. Una leggenda vuole che le stanze del castello fossero tanti quanti sono i giorni dell’anno; elevate su quattro piani, quante le stagioni dell’anno e che avesse 12 torri, tanti quanti sono i mesi. Si narra che, un giorno tre donne mosse dalla curiosità si incamminarono verso i sotterranei del castello; per non rischiare di smarrirsi ognuna di loro si portò dietro uno spago. Le donne tenevano lo spago in una mano e nell’altra una candela. La curiosità giocò però un brutto scherzo alle donne che, infatti, attratte ognuna da un qualcosa, un oggetto, finirono ber bruciare lo spago, non trovarono più l’uscita e rimasero sepolte nei sotterranei. Le donne della leggenda esistettero realmente, ed hanno ispirato questa leggenda. Il fatto reale accadde durante il regno di Federico II di Svevia (1194-1250), e le tre donne erano le mogli di Teobaldo, Francesco e Guglielmo Sanseverino, tre fratelli appartenenti alla nobiltà che avevano congiurato contro l’imperatore. I traditori vennero fatti arrestare e condannati al rogo, e non certo miglior sorte toccò alle loro mogli; le tre donne, portate da Napoli a Palermo, vennero rinchiuse nelle carceri e morirono di fame e di stenti.
Intorno al 1550, durante i lavori di restauro del Palazzo reale di Palermo, sotto quella che viene chiamata “Torre Rossa”, dove venivano tenuti i prigionieri, vennero alla luce i resti delle tre sfortunate donne, mentre la loro leggenda era già conosciuta per tutta l’isola.

Il Venerdì Santo:

A Pietraperzia la commemorazione più suggestiva è senza dubbio quella del Venerdì Santo; infatti i preparativi iniziano già dalle prime ore del mattino nella chiesa della SS Maria del Soccorso (del Carmine). All’interno della chiesa viene sistemata l’antica croce, che si spezzò nel 1904, sulla quale viene posto il crocifisso dopo la deposizione dalla cappella (alle 15.00, l’ora nona dei vangeli). Durante la processione i fedeli sfilano davanti al Cristo portando a benedire, secondo l’antica tradizione, un nastro di colore rosso, simbolo della Passione di Gesù Cristo, della misura del corpo del Crocifisso, sul quale viene misurato, da cui deriva, appunto, il nome di misuredda (piccola misura). La “misuredda” viene legata ad un braccio in segno di protezione e viene successivamente conservata dai fedeli. Alle 18.00 inizia il montaggio del fercolo, la Croce viene portata fuori e montata sulla vara, il cerchio in ferro viene montato nella parte alta della Croce ed inizia da questo momento la legatura delle fasce che si protrae fino alle ore 20.00. Vengono, inoltre, montati i raggi ed infine lu munnu un globo di legno e vetri colorati, simbolo dell’universalità del Cristo. Nel momento in cui viene alzato, il fercolo diviene un complesso vivente, attivo, non composto da materia inerte, ma bensì da persone che, unite nel trasporto del Cristo in croce, si fondono fino a creare un corpo unico. La vara di “lu Signuri di li fasci”, ha nella sua mole, una caratteristica peculiare: è soggetta ad una continua metamorfosi. E’ per questo che in alcuni tratti si allarga in tutta la sua grandezza, in altri si restringe ed a volte si allunga, si piega, fino a dare lo spettacolo del complesso della vara costretto ad assumere una forma oblunga che esplode improvvisamente non appena ritrova lo spazio sufficiente. Mentre i possessori di fasce, si adoperano a disporsi nei loro settori, i portatori (fedeli dotati di forza fisica e di altrettanta fede) provvedono a prelevare le aste e ad acconciare il fercolo per la partenza. Nel frattempo dalla chiesa del Carmine a breve intervallo di tempo i portatori, conducono fuori dalla chiesa l’Urna e la predispongono per la processione. Sul sagrato antistante  la chiesa  Madre viene portato dalle donne il fercolo dell’ Addolorata, che attenderà il passaggio degli altri due fercoli per accodarsi e chiudere la processione. Rientrati in chiesa i Confrati si dispongono a catena e celebrano il rito del “passamanu” con sincronico e commovente passaggio da una mano all’altra, permettono al Crocifisso di giungere all’esterno, mentre invocano “Pietà e Misericordia Signuri”.

Da visitare


La Piramide di Pietraperzia

Costituita da un’ insieme di strutture megalitiche, probabilmente risalenti all’età neolitica. Si presenta con un aspetto collinare e piramidale di circa 12 m; la base lunga 55 m e larga 30 m. E’ composta da tre ordini di gradoni mozzati verticalmente, quattro scalette intagliate, attraverso cui si accede alle terrazze soprastanti, collegate da rampe a piani inclinati. Le scalette corrispondono ai quattro punti cardinali. Il monumento si presenta con due idee costruttive dalla forte connotazione simbolica: quella del cerchio (la sua circonferenza) e quella del quadrato (la pianta costruttiva dei piani superiori in esso innestata).

Chiesa Madre o S. Maria Maggiore

La chiesa, fu edificata nel 1308 dal barone Giovanni Antonio Barresi e venne ricostruita quasi completamente, attorno al 1500, dal marchese Matteo Barrese, in forma più grande e fastosa, adornata con quadri ed affreschi pregevoli, portali in marmo e di altri monumenti funebri, uno dei quali progettato da Antonello Gagini, raccoglie le spoglie di alcuni membri della famiglia Barrese. Danneggiata da un terremoto, la chiesa venne nuovamente ricostruita nel 1790, ad opera dell’architetto Pietro Trombetta. La chiesa ad oggi si presenta con il tradizionale stile della basilica cristiana: una navata centrale e due laterali più basse, transetto con cupola  , tre absidi (una centrale e due laterali più piccole). Le navate sono divise tra loro da 5 pilastri per lato, sopra le colonne corre per tutto il tempio una elegante trabeazione formata da architrave, fregio e cornice. La volta è a cassettoni quadrati in stucco, decorati in oro; l’altare maggiore si eleva sul coro di tre gradini rispetto alla navata centrale, dove troneggia tra colonne e stucchi, un quadro firmato Filippo Paladino 1604. Lungo la navata di sinistra si possono ammirare un sarcofago e due monumenti funebri situati ai lati della porta centrale. A destra della porta centrale è posto il sarcofago con le spoglie del principe Don pietro Barresi; invece a sinistra vi è il sarcofago di sua sorella Dorotea Barrese. La Sacrestia si trova in fondo alla navata di destra e al suo interno possiamo trovare diversi locali situati  sopra l’abside della vecchia chiesa cinquecentesca.

Tipicità


Ogni anno la prima domenica successiva al 19 di Marzo viene rappresentata da attori locali la fuga del Bambino Gesù e dei suoi genitori inseguiti dai soldati di Erode. Inoltre si celebra il Santo con una tavolata imbandita di prodotti tipici della zona e pietanze tipiche della tradizione preparate dagli abitanti.

Appuntamenti


PASQUA

Due Domeniche dopo la Pasqua si festeggia, con processione per le vie del paese, la festa San Vincenzo Ferrer, patrono dei muratori. Caratteristiche di questa festa sono le grandi figure volanti di carta velina multicolore, detti “palloni”, che alimentati da una fiammella posta alla base della loro struttura si innalzano come tante piccole mongolfiere, suscitando la meraviglia dei presenti.

MAGGIO

Durante il mese di Maggio si svolge il “Corpus Domini”, cioè la processione, ripetuta per tre giorni, con Gesù Eucaristia per le vie del paese; alcuni fedeli che abitano lungo il percorso processionale talora preparano degli altarini all’esterno della loro abitazione che vengono solennemente benedette al passaggio del Santissimo; altri al momento del passaggio di Gesù Eucaristia, spandono dai propri banconi petali di rose.

LUGLIO

L’ultima domenica di Luglio vede i Pietrini accorrere alla chiesa di San Nicola per la ricorrenza di San Calogero. Il pane, portato dai fedeli come devozione al santo, ha le forme più diverse (di mano, di piede, di testa), a seconda della grazia ricevuta.

AGOSTO

Il 15 Agosto si festeggia la Madonna della Cava, compatrona di Pietraperzia assieme a S. Rocco, caratteristica è la messa di mezzanotte del 14 Agosto sul piazzale esterno del suo Santuario. Il Santuario ospita un quadro raffigurante la Vergine col Bambino, dipinto da un autore bizantino nel quarto o quinto secolo dopo Cristo.

Il 16 Agosto si festeggia con grande solennità San Rocco, compatrono di Pietraperzia.

DICEMBRE

Nel periodo Natalizio vengono allestiti numerosi presepi esterni alle abitazioni addobbati in modo assai caratteristico. I presepi vengono chiamati Nuveni (novene) perché, per nove sere di seguito, le bande musicali cittadine intonano nenie e canti natalizi per celebrare nascita di Gesù.

La notte del 25 Dicembre, una processione di fedeli con fiaccole accese, al seguito di attori che impersonano un Presepe Vivente, partono dalla chiesa della Madonna delle Grazie, e raggiunta piazza Vittorio Emanuele, dove avviene il congiungimento con un altro corteo di fedeli provenienti da chiesa di S. Maria di Gesù, si avviano verso la Chiesa Madre dove la processione conclude il suo cammino.

Vedi Pro Loco Enna

 

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