Comune di Menfi

Cenni storici


Menfi, anticamente chiamata “Inycon”, è un piccolo paese della costa Sud-Occidentale della Sicilia fondato nel 1638 da Diego Tagliavia Aragona. Situato tra le aree archeologiche di Selinunte ed Eraclea Minoa, è circondato dal fascino del passato. Appartengono al territorio di Menfi la bellissima spiaggia di Porto Palo e la Riserva Naturale delle Foci del fiume Belìce. E’ un paese prevalentemente agricolo che fonda la sua ricchezza in particolare nella coltivazione della vite e nella produzione del vino, tanto da fargli meritare il riconoscimento della D.O.C. e la Palma di “Città del Vino”.

Attrattiva principale


L’antico borgo di Porto Palo sorge al centro di un ampio golfo. Oggi è la località balneare più rinomata del territorio e luogo di attracco di imbarcazioni da diporto e di piccoli pescherecci. È sormontato da una Torre di avvistamento anticorsaro, costruita nel 1583, per volere del Vicerè Giovanni de Vega e realizzata da Marco Antonio Colonna. L’antico insediamento di pescatori è caratterizzato da casette bianche che si affacciano sul porto, antico approdo orientale di Selinunte. Il litorale è di sabbia chiara e finissima; qui si concentrano gli stabilimenti balneari, lasciando per il resto libero accesso alle spiagge, premiate con la bandiera blu per le acque purissime e incontaminate.

Da visitare


Castello di Burgiomilluso: eretto nel 1263 per volere di Federico II di Svevia per proteggere e controllare il nuovo centro abitato, più che un castello di difesa può considerarsi una residenza reale. Ciò che ne resta oggi è una possente torre a pianta ottagonale, distrutta quasi del tutto dal terremoto del ‘68, di cui rimangono i muri d’ambito del piano terra e gli innesti della volta soprastante, ricostruita dall’architetto Vittorio Gregotti per riprodurre la volumetria dell’antica struttura. Vi si accede tramite un grande portale che incorpora l’unico frammento superstite dell’edificio e conduce ai servizi comunali in essa ospitati. Inoltre, vi si trova una scalinata a spirale che fa da cerniera spaziale tra la torre e l’adiacente Palazzo Pignatelli. Le murature esterne sono state costruite utilizzando una pietra locale – il tufo.

Palazzo Pignatelli: sorge in prossimità del Castello di Federico II di Svevia. Il palazzo Pignatelli fu edificato nel 1638, anno in cui Diego Aragona Tagliavia fondò il nuovo centro abitato di Menfi. Si articola su due piani con dodici ambienti a volta. Un ampio portone immette nel grande cortile interno da cui, tramite una sfarzosa scala di marmo, si accede al piano nobile. In seguito, divenne sede del Municipio, poi della Pretura, di una scuola e infine di un frequentatissimo bar del centro. Durante gli scavi archeologici condotti di recente è stata riportata alla luce una necropoli risalente al 330-400 d. C. Nella stessa area sono stati rinvenuti anche vari frammenti di ceramica del XIII secolo riconducibili all’insediamento medievale di Burgiomilluso.

Chiesa Madre Sant’Antonio da Padova: il più importante monumento religioso di Menfi, dedicato a Sant’Antonio da Padova. Consacrato nel 1650, sostituì la prima Chiesa Madre di S. Maria delle Grazie. A causa del sisma del ‘68, ha subito varie ri-costruzioni (dal 1984 al 2006), con evidenti particolari estetici in base ai periodi di lavorazione. La chiesa presenta all’esterno uno stile  molto moderno; mentre all’interno è evidente l’incontro tra passato e presente. In essa si trovano: la statua in legno di S. Antonio da Padova del ‘600, il gruppo scultoreo della Vergine del Rosario tra i santi Caterina e Domenico, alcuni dipinti e sculture di frate Felice da Sambuca e di Bagnasco e un Crocifisso ligneo rivestito  in argento. Interessante è il tetto accessibile al pubblico da cui si può ammirare lo splendido panorama del mare. Inoltre, alla chiesa appartengono una biblioteca, le aule parrocchiali e la canonica.

Chiesa di S. Giuseppe: edificata nel 1715, ha resistito al terremoto del ‘68. Presenta una facciata scandita da tre ordini, di cui l’ultimo, andato perduto, accoglieva l’edicola con la statua del santo. L’interno è a un’unica navata con volta a botte lunettata  e conserva pregevoli opere d’arte settecentesche: una statua in legno policromo raffigurante Santa Lucia, attribuita allo scultore Filippo Quattrocchi; una tela raffigurante Sant’Eligio; una piccola statua lignea di autore ignoto raffigurante San Biagio e una grande pala d’altare con lo Sposalizio di Giuseppe.

Palazzo Ravidà: considerato tra i più maestosi edifici neoclassici della provincia di Agrigento, fu costruito in pietra arenaria attorno al 1775 dalla famiglia Ravidà Ferrantelli che lo adibì a residenza estiva. La ricca facciata, preceduta da un cortile pavimentato con un mosaico a ciottoli fluviali, è caratterizzata da un portico formato da quattro colonne con capitelli dorici. Essi si ergono su un’ampia gradinata a sostegno di un’elegante trabeazione dorica con alternanza di triglifi e metope. Al di sopra della facciata troviamo una torretta con un terrazzo delimitato da un balcone intervallato da pilastri. All’interno le magnifiche sale erano originariamente pavimentate con pregevoli maioliche di Santo Stefano di Camastra. In alcune di esse è ancora possibile ammirare gli originali affreschi neoclassici che decoravano le volte con motivi floreali e zoomorfi.

Museo Malacologico: nei locali della Biblioteca Comunale, sede dell’Istituzione Culturale Federico II, è custodita una delle più straordinarie esposizioni di Malacologia. L’esposizione consta di una raccolta di quasi 5.000 conchiglie, donate al comune di Menfi dalla studiosa Vanna Rotolo Lombardo, provenienti dal mare di Porto Palo e da tutti i mari del mondo. Della ricca collezione di conchiglie, circa 1.700 esemplari, scelte tra le più rappresentative, sono in mostra all’interno di tre sale e costituiscono una delle più spettacolari esposizioni malacologiche d’Italia. I visitatori, anche i più distratti, rimangono affascinati dalla bizzarria dei colori del mondo sommerso.

Il Sole: dopo il terribile terremoto che ha sconvolto la Valle del Belìce nel 1968, alcuni artisti contemporanei, hanno realizzato a Menfi opere volte a simboleggiare la rinascita economica e culturale della città. La Porta del Sole costituita da una sfera centrale e da un contorno di raggi è posta all’ingresso Nord di Menfi ed è stata progettata dall’architetto Vincenzo Calandra “nell’idea di un’immagine aurorale che introduca lo sguardo all’interno della nuova Menfi”.

La Pista Ciclabile: la pista ciclabile di Menfi lunga circa 6,3 km è stata costruita sulla vecchia linea ferroviaria, oggi dismessa. Oltre ad essere una struttura molto apprezzata dai cittadini e visitatori, è anche uno di quei requisiti previsti per l’assegnazione della “Bandiera Blu”, importante riconoscimento che Menfi ottiene ormai da 16 anni consecutivi. Completamente asfaltata, è in alcuni tratti dotata di pinselline in legno; si snoda tra i vigneti che portano da Menfi verso Lido Fiori e Porto Palo, offrendo al ciclista una veduta unica del paesaggio circostante.

Tipicità


Oltre ai prestigiosi vini D.O.C. vi sono altre coltivazioni importanti per la città di Menfi che sono: l’ulivo, il carciofo, il fico d’india, il melone d’inverno e la patata. Il settore agricolo è molto sviluppato e conta circa 920 aziende che coprono quasi 9000 ettari.

Appuntamenti


MARZO – APRILE

San Giuseppe

La Festa di San Giuseppe, oltre che il 19 marzo, viene festeggiata anche la seconda domenica di agosto, per dare la possibilità agli emigrati di poter assistere ai festeggiamenti e non fare perdere nei loro ricordi la memoria di questa devozione.  Nella serata di sabato viene presentato uno spettacolo musicale in Piazza Vittorio Emanuele; la domenica si svolge la solenne processione col simulacro del Santo che attraversa le vie principali del centro, per l’occasione ben illuminate. A conclusione vengono organizzati dei giochi pirotecnici che illuminano a giorno il cielo sopra la città.

Pasqua di Resurrezione “Lu ‘ncontru”

La Pasqua è festeggiata con la funzione dell’Incontro, che chiude i sacri riti della Settimana Santa. Alcuni giovani con sulle spalle la statua di San Michele si fanno avanti scuotendo i sonagli del pettorale dell’Arcangelo che raggiunta la Madre celeste le annuncia la resurrezione del figlio Gesù. La Madonna va incontro al Cristo, nel suo andare perde il manto nero e a mezzogiorno in punto tra il fragore e le urla degli astanti, il suono della banda e il volo di uno stormo di colombi viene festeggiato l’indimenticabile “‘ncontru”, facendo rivivere con letizia la meraviglia della Risurrezione.

GIUGNO

Sant’Antonio da Padova

Sant’Antonio da Padova è il Patrono della cittadina e il titolare della Chiesa Madre. La festa si svolge per tre giorni, dal 13 al 15, e culmina con la suggestiva processione del simulacro del Santo per le vie principali del paese e con la distribuzione delle caratteristiche forme rotonde di pane benedetto. A conclusione della processione avvengono i tradizionali fuochi pirotecnici.

Sagra del Vino

Un week-end di musica e spettacoli nel mondo di Bacco da vivere tra degustazioni di vino sotto le stelle, mostre, momenti di approfondimento e tour alla scoperta delle cantine del territorio. Inycon è una grande manifestazione per la promozione del vasto patrimonio di vini autoctoni oltre che delle produzioni locali di qualità a chilometro zero di cui il territorio è ricco e si svolge l’ultimo weekend del mese. Inoltre, si potranno apprezzare i sapori tipici del territorio: conserve, oli, confetture, liquori, ma anche frutta secca, formaggi, dolci e focacce nei caratteristici cortili di via della Vittoria, abbinati alle migliori etichette delle cantine della Strada del vino Terre Sicane.

NOVEMBRE

Sagra dell’Olio “NovOlio”

Il 12 e 13 del mese si svolge la festa dell’Olio dedicata al dialogo tra produttori, esperti del settore e consumatori finali, tra le suggestive atmosfere degli uliveti de’ La Goccia d’Oro.

 

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