Comune di Noto

Cenni storici


La vecchia Noto venne distrutta nel 1963 da un disastroso terremoto. Fondata ai tempi dell’antica Troia, si trovava sul monte Alveria, a circa 18 km dall’odierna Noto. Dopo il terremoto, i vari ceti sociali, nobiltà, clero e popolo, si trovarono in disaccordo sulla nuova ubicazione della città; nobiltà e clero volevano ricostruire la nuova Noto sul colle Meti, in prossimità del mare, con un clima sicuramente più favorevole mentre il popolo, maggiormente radicato alla tradizione, voleva rimanere sul monte Alveria. Si decise di costruire la nuova città sul colle Meti. La nuova Noto fu disegnata dal frate Angelo Italia, su due livelli, per rispondere alle esigenze planimetriche del colle Meti e venne costruita in stile tardo barocco. I tre maggiori architetti che la concepirono, Gagliardi, Sinastra e Labisi, realizzarono un’armonia di forme stilistiche veramente mirabile; anche per tal motivo il famoso storico d’arte Cesare Brandi, nel 1977, durante un convegno sull’architettura di Noto, la definì giardino di pietra. Adesso il centro storico di Noto è stato dichiarato Patrimonio dell’umanità da parte dell’UNESCO e vanta di anno in anno una costante crescita turistico-culturale.

Attrattiva principale


Le architetture che si incontrano lungo le vie del centro storico risultano sicuramente molto elaborate, facciate concave, convesse o curvilinee, come quelle della Torre Campanaria del Seminario fanno si che il barocco di Noto pervada l’intera città. Gli elementi non risultano isolati all’interno di un contesto urbano, ma ben collegati tra loro in modo tale da rendere Noto una perfetta città barocca e fare in modo che già questa risulti una delle attrattive maggiori.

La terza domenica di Maggio, ogni anno, Noto riempie le sue strade di fiori, creando l’attrattiva maggiore del paese, l’evento dell’Infiorata. La particolarità della manifestazione è data dalla creazione di pannelli progettati con creatività dagli artisti e ricoperti esclusivamente con petali di fiori e materiale vegetale.  Oggi è considerata tra le più belle manifestazioni dell’intera Isola ed è conosciuta in tutto il mondo, grazie anche agli scambi interculturali con paesi come il Giappone, la Russia e la Spagna.

Da visitare


Piazzale Marconi
Per ragioni di carattere pratico-organizzativo si propone al turista un percorso partendo dal Piazzale Marconi, che ospita la statua di San Corrado Confalonieri, opera dello scultore Mario Ferretti (1955). Attraversando la villa comunale, detta Flora, nata nell’Ottocento nel sito del bosco dei Padri Cappuccini, sulla sinistra si pu  ammirare il Pantheon, eretto nel 1932 per i caduti della prima guerra mondiale. L’ex convento dalla fine dell’Ottocento ospita la Cantina Sperimentale, produttrice di liquori speciali; all’interno si possono ammirare pregevoli affreschi, tra i quali quelli dei Padri Generali netini dell’Ordine Cappuccino, Clemente Di Lorenzo e Giovanni Maria Minniti.

Porta Reale
La Porta Ferdinandea o Reale, detta anche Porta Nazionale, opera dell’architetto napoletano Orazio Angelini, fu realizzata nel 1838, a spese del marchese Trigona di Cannicarao per rendere omaggio al re Ferdinando II che, in visita a Noto, la inaugurava nello stesso anno. Sopra l’arco si ergono tre sculture: la Torre, che simboleggia la fortezza, il Pellicano, simbolo di abnegazione e il Levriero rappresentante della fedeltà.

San Francesco d’Assisi all’Immacolata
Fra il 1704 e il 1745 il superiore P. Filippo Tortora diede ordine di costruire la chiesa di
San Francesco d’Assisi all’Immacolata. Gli architetti Vincenzo Sinatra e Rosario Gagliardi crearono il progetto della chiesa che, con l’annesso ex-convento, è tra i più importanti edifici religiosi di Noto.  Nell’armoniosa facciata, rivolta su un’importante scalinata a tre rampe, spicca il bel portale fiancheggiato da artistiche colonne barocche e tre nicchie, di cui due ai lati e una più piccola sopra il portale. Tra le opere, nella chiesa si trovano tre monumenti funebri dedicati al principe di Villadorata Mariano Nicolaci, al marchese di Cannicaro Giuseppe Trigona e alla moglie. L’angolo formato dall’Immacolata e dal lato sud orientale dall’ex Monastero Benedettino del SS. Salvatore, è sicuramente uno dei più suggestivi del centro storico.

Basilica del SS. Salvatore
L’attuale chiesa si sviluppa all’interno dello spazio occupato anticamente dal chiostro del Monastero Benedettino. La decorazione si rifà al periodo di transizione dal tardo barocco al neoclassicismo. Dal 1794 al 1797 vi lavorarono i pittori palermitani Ermenegildo Martorana e Giovanni Gianforma. Tra le pitture hanno particolare rilevanza artistica i dipinti della volta, rappresentanti la Pentecoste, la Conversione di San Paolo sulla via di Damasco e l’apparizione di tre uomini misteriosi ad Abramo. Vari i dipinti anche sui lati dell’altare, come l’Adorazione dei Magi,la Crocifissione. In altro sulla destra è possibile mirare un artistico organo a canne, opera dell’organaro Donato del Piano.

Chiesa di Santa Chiara
Quasi a concorrere con l’antistante Basilica del SS. Salvatore, si erge la chiesa intitolata a Maria Assunta, comunemente detta di Santa Chiara, opera certa del Gagliardi. La chiesa, all’esterno, si presenta come una torre quadrata di stile fiorentino. Da segnalare le due cantorie sovrapposte e il terrazzo della torre campanaria. Dall’alto del campanile è possibile spaziare con lo sguardo verso una vasta area del centro storico e della periferia in stile barocco. L’interno è arricchito dall’altare maggiore, sormontato da un dipinto di autore ignoto raffigurante l’Assunzione della Vergine; lateralmente si può trovare una Madonna con bambino in marmo del sec. XVI, recuperata a Noto Antica e attribuita ai Gagini, oltre a una pala ottocentesca del pittore palermitano S. Lo Forte, raffigurante San Benedetto e Santa Scolastica.

Cattedrale – Municipio
La Cattedrale, Chiesa Madre di San Nicol fino al 1844 (quando venne eretta la Diocesi), esibisce una facciata classicheggiante disegnata dall’architetto Sinatra e una scalinata scenografica. Il portone centrale in bronzo fu progettato dallo scultore Giuseppe Fortunato Pirrone e donato dai cavalieri dell’ordine di Malta nel 1983; sul portone è possibile vedere gli episodi più importanti della vita del Santo Patrono San Corrado. La chiesa oggi è accessibile ai visitatori grazie alla ricostruzione e al restauro completato il 18-06-2007, dopo il crollo della cupola costruita da Luigi Cassone, nella metà dell’Ottocento. Di fronte alla Cattedrale sorge il palazzo Ducezio, costruito dalla metà del 700 fino ai primi decenni dell’800 su disegno dell’architetto Sinatra, che rielabor  un disegno francese portato a Noto da Montpellier dal nobile Giacomo Nicolaci, barone di Bonfalà. La parte centrale delle facciate ha un andamento semicircolare e ai lati si nota un loggiato con arate rette da pilastri con colonne. La sopraelevazione fu realizzata negli anni 1950-1951 per recuperare nuovi spazi per gli uffici comunali e per la Sala Consiliare, realizzata al piano superiore. Importante è la Sala di Rappresentanza, detta Sala degli Specchi.

Palazzo Nicolaci di Villadorata
Il palazzo Nicolaci di Villadorata è la dimora nobiliare più grande e influente di Noto, progettata nel primo Settecento dall’architetto Sinatra, su precedente disegno di Don Giacomo Nicolaci. I balconi che si affacciano sulla via Corrado Nicolaci splendidamente sorretti da caratteristiche mensole zoomorfe e antropomorfe, elementi decorativi franco spagnoli, che rendono elegante e armoniosa la Domus Magna. La maggior parte del palazzo è di proprietà del comune, che ne ha fatto un museo del palazzo nobiliare; ospita la biblioteca comunale e varie attività culturali.

Teatro Comunale
Nel 1855 fu formato un comitato di cittadini per raccogliere i fondi necessari alla costruzione del nuovo teatro. Fu acquistata un’abitazione (casa Salonia) nella piazza centrale, a spese dei Marchesi di Castelluccio. Nel 1864 la costruzione fu affidata alla ditta Ruiz di Siracusa. La costruzione tecnica e meccanica fu seguita da Fortunato Queriau, mentre la doratura del teatro dal pittore Santi Ferrara di Messina. Il Teatro Comunale fu dedicato al re Vittorio Emanuele III e fu inaugurato la sera del 4 dicembre 1870. Artisti come Tina di Lorenzo, a cui oggi il Teatro è dedicato, Pierantonio Tasca e Eleanore Duse calcarono quel palcoscenico. Ha una capacità di 320 posti a sedere che include tre file di palchi, ed una galleria con 80 sedie.

Tipicità


L’Eloro Doc
Deriva dal Nero d’Avola autoctono e prende il nome dalla città di Eloro, sito archeologico di rilievo. E’ un vino rosso al profumo di ciliegia, frutti di bosco e vaniglia; viene servito ad una temperatura di 18 gradi e accompagna secondi di carne. La produzione si concentra tra Noto e Pachino, nelle contrade Buonivini, Bufalefi, Maccari e Burgio. Le cantine principali della zona impegnate nella produzione (Cantina Feudo Rudinì, Planeta) offrono l’opportunità ai turisti di degustare il vino in loco e di prenotare dei percorsi a tema lungo i filari dei vigneti.

Appuntamenti


MAGGIO

Infiorata: Il cuore della manifestazione è Via Nicolaci, lungo corso Vittorio Emanuele. Dopo aver scelto un tema, la manifestazione prende il via il giovedì notte, quando infioratori, associazioni e scuole, realizzeranno 16 bozzetti ( concorrenti per il premio finale)  lungo la via;il venerdi notte ricopriranno con petali di fiori e materiale vegetale il riquadro loro assegnato. (tre giorni della terza settimana di Maggio)

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