Comune di Petralia Sottana

Cenni storici


Petralia Sottana appare in alto distesa sulle cime di un lungo sperone roccioso a mille metri d’altitudine, cuore del Parco delle Madonie. Passeggiare a Petralia Sottana è come trovarsi dentro un quadro, ad ogni passo si apre un nuovo scorcio, una nuova atmosfera. Il suo nome è di origine incerta, c’è chi lo fa risalire al latino Petra polis ossia città della pietra. Più tardi in epoca di dominazione araba, compare il nome Batarliah. La Grotta del Vecchiuzzo (sita sul versante orientale della Rocca delle Balate), con il materiale fittile rinvenuto al suo interno, testimonia la presenza dell’uomo già nel secondo millennio a.C. Petralia Sottana presenta un centro storico dalla tipica struttura medievale, con stradine tortuose, scale di pietra e antichi monasteri. Numerose sono le presenze di interesse architettonico e geologico. A Petralia Sottana si trova il primo Percorso Geologico Urbano Geopark d’Europa, un itinerario segnato da borchie d’ottone che indicano la presenza di fossili del miocene, coralli sui portali delle case, fontane e sorgenti di contatto.

Attrattiva principale


Ballo Pantomima della Cordella
E’ la rievocazione dell’antico corteo nuziale. Ogni anno la prima domenica dopo il Ferragosto gruppi folkloristici, turisti e petraliesi scendono in piazza per partecipare a questo evento organizzato dal gruppo della Cordella, giovani e adulti che tramandano quest’antica tradizione. La sera del sabato che precede il giorno di festa i ragazzi mettono in scena a serenata a’ zita, rappresentazione della tradizionale dichiarazione d’amore dello sposo verso la sua amata prima del matrimonio. La domenica alle ore 15 gli “sposi” escono dalla casa patriarcale e insieme alla suocera, il padre e le damigelle, si avviano verso la Chiesa Madre preceduti dai musicisti e ballerini del gruppo della Cordella. Ognuno dei 24 ballerini (12 coppie miste) tiene un nastro colorato, a curdedda, collegato ad una pertica. Simulato il matrimonio in chiesa, ci si resa al campo sportivo comunale per dare inizio al ballo. Lo spettacolo inizia con la presentazione del ballo nei suoi contenuti e la spiegazione di ciò che esso rappresenta nella tradizione madonita. Il ballo si compone di quattro diverse figurazioni (Primavera, Estate, Autunno e Inverno) ottenute dall’intreccio dei nastri colorati, intervallati da canti quali Rigina di lu cielu, Abballati, U Serafinu. Il ballo non è altro che un ringraziamento alla Madonna dell’Alto per il raccolto annuale del grano, sostituendo così il ringraziamento pagano alla dea Cerere.

Da visitare


Monumento dei Caduti
Monumento ai Caduti con i caratteristici mascheroni delle fontane. La statua bronzea del milite ignoto, che tiene issata una bandiera, è opera di Francesco Sorgi e risale al 1925. A Petralia Sottana il Monumento ai Caduti della prima Guerra Mondiale fu inaugurato il 21 Giugno 1926 in presenza del Principe Umberto di Savoia. Sulla destra in una delle pareti esterne dell’attigua Chiesa di Santa Maria La Fontana si trovano delle lapidi in marmo con i nomi dei petraliesi caduti in guerra in memoria di quel tragico evento. Al centro quella dedicata al partigiano Calogero Bracco (1917-1945) che contribuì alla Resistenza italiana contro i nazi-fascisti, morto fucilato a Trinità (Cuneo) dopo un’atroce tortura.

Chiesa di Santa Maria la Fontana (1534)
La chiesa presentava inizialmente diversità strutturali: una guglia alta circa 10 metri, successivamente distrutta. Il portone principale si affacciava sull’attuale piazzetta del monumento e da alcuni scritti veniamo a conoscenza della presenza di una scala “ di fora” con 7 gradini circa a doppia rampa che venne posta all’interno durante i lavori di ampliamento del corso Paolo Agliata. Nel 1602 la chiesa subì un ampliamento accostandola alla rocca alle spalle dalla quale si gode di uno dei punti più panoramici del paese. Al suo interno si trovano importanti opere di Scuola Gaginiana come il bassorilievo di un Cristo Eucaristico e la Pietà realizzata con la tecnica dello “stiacciato”, attribuiti a Francesco del Mastro.  La Madonna col Bambino sull’altare maggiore attribuita al Mancino, presenta alla base bassorilievi raffiguranti la vita di Cristo.

Museo Civico Antonio Collisani
Che accoglie la collezione archeologica dello stesso Collisani, magistrato nativo di Petralia Sottana con la passione per l’archeologia. La collezione comprende reperti che vanno dal periodo preistorico sino all’età ellenistico – romana, provenienti da tutta la Sicilia. A lui si deve la scoperta nel 1936 della grotta del Vecchiuzzo sita nella cosiddetta Rocca delle Balate e visibile dal paese. Un’altra ala del museo accoglie la collezione geo-paleontologica opera di studi e di raccolta del geologo petraliese Giuseppe Torre. I campioni di rocce, fossili e coralli testimoniano la storia geologica del territorio del Parco delle Madonie, antica barriera corallina, facente parte della rete di geoparchi europei e riconosciuto tra i geoparchi mondiali dell’Unesco. Questa sezione comprende inoltre un modellino in scala della centrale idroelettrica di Catarratti costruita nel 1908 e rimasta in funzione fino al 1976, che rese Petralia Sottana uno dei primi paesi in Italia ad avere la corrente elettrica. Pannelli informativi e un modellino raffigurante una sezione della miniera, illustrano infine l’intero processo dall’estrazione al confezionamento del salgemma, cloruro di sodio puro al 99.9 %, di cui si occupa l’azienda Italkali.

Chiesa di San Francesco
L’attuale struttura architettonica fu eretta nel 1484 insieme all’attiguo convento (oggi in parte sede del Museo Civico Collisani) e il campanile ad arco ogivale ricostruito nel 1775. Dalle numerose rappresentazioni di angeli sugli affreschi presenti all’interno, nonché nei quadri si avvalora l’ipotesi che questa chiesa come la maggior parte delle chiese francescane sia dedicata alla Madonna degli Angeli.  Negli affreschi vengono rappresentati tre filoni distinti: Vita di Cristo; Nascita della Vergine; Storie francescane (gloria di San Francesco in terra e in cielo). La chiesa presenta delle decorazioni in oro di stile Barocchetto Madonita. Il pulpito, opera di Pietro Bencivinni, è in oro e non in legno come nella maggior parte delle altre chiese francescane. Il quadro attualmente alle spalle dell’altare maggiore venne riposto in un secondo momento, esso rappresenta Sant’Egidio che viene ferito durante una battuta di caccia dal re Wamba. Posto dietro l’altare perché la stessa chiesa fu commissionata da Egidio Pucci come espiazione dai propri peccati. Una tela di rilievo rappresenta la Madonna della Misericordia, che fa da cornice al quadro della Madonna dell’Ardesia, uno dei 40 quadri commissionati da un genovese e sparsi in tutta la Sicilia.

Chiesa della Misericordia (1554)
Con attiguo campanile innalzato nel 1604, successivamente divenne Torre Civica sulla quale si può ammirare una delle più antiche meridiane del paese (risalente al 1882, opera del Sacerdote Cappuccino Fra Fedele Bencivinni). Sulla meridiana si legge un’iscrizione: “Esile raggio sulla curca addita il tempo medio, e in uno l’ombra il vero sulla retta, dall’asse dipartita”. Da documenti veniamo a sapere che già nel 1950 la chiesa era chiusa al culto.

Chiesa Madre (1501)
Si narra che le 12 colonne monolitiche all’interno della chiesa furono lavorate da artigiani scalpellini nel cosiddetto Cozzo S. Otiero (rupe costituita da diverse tipologie di rocce, come i calcari dolomitici); una delle colonne è ancora visibile in loco perchè probabilmente abbandonata durante la lavorazione a causa di fatturazioni che ne avrebbero inficiato la durata. Il trasporto fu del tutto singolare per l’utilizzo di buoi che le trascinarono fino in paese. Alla base delle colonne in Chiesa Madre è possibile vedere resti fossili. All’interno della Chiesa Madre sono presenti: la statua dell’Immacolata, sulla quale non si ha alcun documento. Per la particolarità dello stile si fa risalire al Serpotta, artista che usava vestire e acconciare i personaggi delle sue opere come se fossero dei teatranti. Il trittico (1400) raffigurante la Madonna in trono con bambino tra i Santi Pietro e Paolo. Di scuola siculo-marchigiana. L’iconografia è quella del centro Italia testimoniata dai gioielli di corallo in mano al bambino. La Natività in marmo (1526) attribuita ad Antonello Gagini. La statua di San Giacomo, protettore della Spagna. L’abito del Santo è decorato con una particolare tecnica “dell’Estofado”, una lavorazione incisa che riproduce il broccato. La statua di San Calogero realizzata da Frate Umile Pintorno da Petralia. Della scultura lignea originale rimangono solamente il volto e le mani.

Casa del currivo
Con una storia particolare legata ad una disputa che coinvolse due anziani parenti petraliesi che vivevano uno di fianco all’altro ma ormai scomparsi. Un giorno uno dei due chiese all’altro di poter rialzare la propria abitazione di qualche piano per godere di un panorama migliore. Venendogli negata questa richiesta, decise di edificare comunque anche se, dovendosi distanziare tre metri dall’altra abitazione per legge, non gli restò che un solo metro di larghezza per rialzare la propria casa. Per ripicca quest’ultimo colorò inoltre di nero la nuova parete che risultò di fronte la finestra del parente occludendogli la visuale.

Chiesa della SS. Trinità (1531)
Annessa al convento delle suore di clausura Domenicane. Costruita per volere di Maria Cardona e Susanna Gonzaga, subì un ampliamento nella metà del 1700. La ruota ancora visibile all’interno della chiesa fu utilizzata per la vendita di dolci prodotti dalle stesse suore. All’interno tra le altre opere si possono ammirare: un’ancona marmorea di Giandomenico Gagini del 1500 che raffigura i vari episodi della vita di Cristo all’interno di 23 formelle, e un organo risalente al 1751 con cassa lignea decorata con motivi floreali e al centro lo stemma della famiglia nobiliare dei Moncada.

La Pineta Comunale
Luogo naturalistico di particolare importanza sia per le numerose varietà vegetali, tra cui abeti (come l’abete di Douglas), aceri e pini, sia per la funzione di protezione dai dissesti idrogeologici, motivo principale della sua creazione. Nel periodo estivo è sede di eventi culturali grazie alla presenza di un grande teatro all’aperto dove si svolgono commedie, concerti, proiezioni cinematografiche. La pineta ospita inoltre, tra le attrattive giovanili, due campi da tennis e “La capanna verde”, una pizzeria-ristorante e pub, con un’ampia pista da ballo.

 Tipicità


Masticuttì: antichi dolci a base di mosto, cenere setacciata e farina; preparati nel periodo della vendemmia.

Amaretti: dolci di mandorle sgusciate con aggiunta di albume d’uovo e zucchero.

Torroncini: dolci di mandorle tostate ricoperti di glassa di zucchero.

Cucchie: tipici dolci del periodo Natalizio fatti in casa. Una frolla racchiude un ripieno di marmellata di fichi, uva passa, mandorle, cioccolato e zuccata.

Appuntamenti


MARZO – APRILE

La Settimana Santa: Ha inizio con la Domenica delle Palme durante la quale si commemora l’entrata trionfale di Gesù Cristo a Gerusalemme. I fedeli si radunano portando con se ramoscelli di ulivo e palme intrecciate che vengono benedette dal prete che indossa il piviale rosso. Il tempo che intercorre dalla sera di questa domenica al Mercoledì Santo è caratterizzato dalla presenza del culto Eucaristico che si è strutturato con l’uso delle  Quarantore, durante le quali viene esposto il SS. Sacramento, presso la Chiesa Madre, per essere adorato dai fedeli. Nel pomeriggio del Giovedì Santo si svolge presso la Chiesa del Collegio la vestizione dell’Addolorata. La statua indossa i colori del lutto, ossia una veste viola e un manto di velluto nero ricamato; il capo è coperto da una cuffietta bianca merlettata e in mano tiene un fazzoletto bianco.

GIUGNO

Festa di San Calogero: La sera della vigilia ha luogo ‘a xiàcculiata (la fiaccolata), i bambini accompagnati dai genitori si recano nella chiesa della Misericordia per ritirare una crucicchia cu ‘i lampiuna ossia un’asta a forma di croce ai cui bracci sono appesi lampioncini di carta colorata. Tutti i bambini a doppia fila, preceduti da un quadretto del Santo, sfilano per la piazza. Segue un piccolo fercolo di legno con una statuetta di carta pesta, portata a spalla dai bambini. Chiude il corteo una piccola folla di fedeli. Nel pomeriggio del 18 giugno, alcuni membri del Comitato salgono sull’altare maggiore per scendere la statua del Santo e la folla comincia ad accalcarsi per toccare o baciare il Santo. La statua viene riposta sulla vara (fercolo) la quale viene adornata con ex voto, fiori, rametti di alloro, scocche di fave, fasci di spighe intrecciate. La statua viene quindi asciugata con un lino bianco che riporta le iniziali del Santo (tovaglia conservata e prestata su richiesta ai malati del paese). La statua esce dalla chiesa di spalle per non rivolgerle al SS. Sacramento. All’esterno dopo la distribuzione dei panini benedetti ai fedeli, i portatori ovvero 16 uomini adulti, 4 per ogni castagnuolu, portano a spalla il Santo dentro il fercolo (che ha da solo un peso di 18 quintali) per le vie del paese. Il corteo è preceduto dagli stendardieri che intrattengono con giochi di destrezza la gente, utilizzando un palo alto circa 10m. La processione si articola in 18 soste. Il Santo e la vara rientrano in chiesa e inizia a spinnata da vara e du Santu, ossia il Santo viene spogliato delle sue vesti preziose e rivestito con quelle lignee per essere così innalzato sull’altare che lo ospita in Chiesa Madre. (17 e 18 Giugno)

AGOSTO

Festa della Madonna dell’Alto: Il Santuario della Madonna dell’Alto sorge su uno dei monti più alti delle Madonie, a 1820 metri s.l.m. L’origine del Santuario è imprecisa e leggendaria, sconosciuto l’anno di fondazione; mentre sulla statua della Madonna, opera probabilmente di scuola Gaginiana, è incisa la data del 1471. Sulla statua circola una famosa leggenda che racconta del suo ritrovamento nella spiaggia di una località vicino l’odierna Cefalù. Caricata su un carro trainato da buoi venne accompagnata senza l’ausilio umano esattamente nel punto in cui oggi sorge il Santuario. (14 e 15 Agosto)

Ballo Pantomima della Cordella: Rievocazione dell’antico corteo nuziale. Ogni anno la prima domenica dopo il Ferragosto gruppi folkloristici, turisti e petraliesi scendono in piazza per partecipare a questo evento organizzato dal gruppo della Cordella, giovani e adulti che tramandano quest’antica tradizione. La sera del sabato che precede il giorno di festa i ragazzi mettono in scena a serenata a’ zita, rappresentazione della tradizionale dichiarazione d’amore dello sposo verso la sua amata prima del matrimonio. La domenica alle ore 15 gli “sposi” escono dalla casa patriarcale e insieme alla suocera, il padre e le damigelle, si avviano verso la Chiesa Madre preceduti dai musicisti e ballerini del gruppo della Cordella. Ognuno dei 24 ballerini (12 coppie miste) tiene un nastro colorato, a curdedda, collegato ad una pertica. Simulato il matrimonio in chiesa, ci si reca al campo sportivo comunale per dare inizio al Ballo Pantomima della Cordella. Lo spettacolo inizia con la presentazione del ballo nei suoi contenuti e la spiegazione di ciò che esso rappresenta nella tradizione madonita. Il ballo si compone di quattro diverse figurazioni (Primavera, Estate, Autunno e Inverno) ottenute dall’intreccio dei nastri colorati, intervallati da canti quali Rigina di lu cielu, Abballati, U Serafinu. (prima domenica successiva al Ferragosto)

Raduno Mediterraneo Jazz Manouche: E’ un evento unico per l’Italia centrale e meridionale, coinvolge decine di musicisti da varie parti dell’Italia e dall’estero. Consiste in 3 intensi giorni caratterizzati da jam session lungo il corso principale. Il Jazz Monouche nacque intorno agli anni ’30 in Francia grazie al chitarrista belga Django Reinhardt che rivisitò lo swing americano pur mantenendo le proprie radici nella musica tzigana, nei valzer musette francesi e in quella che, nel corso dei secoli, ha influenzato tutta la musica folkloristica del mediterraneo. La manifestazione prevede: workshop su strumenti come violino, contrabasso, fisarmonica; degustazione di vini e piatti tipici siciliani; esposizione liuteria e strumenti musicali; esibizioni live con ospiti provenienti direttamente dalla Francia. (fine Agosto)

OTTOBRE

Festa dei sapori Madoniti d’ Autunno: Una volta chiamata “Sagra della castagna”, oggi ribattezzata “Festa dei sapori Madoniti d’Autunno”, è uno degli eventi petraliesi che maggiormente attrae turisti da tutta la regione. Il programma prevede degustazioni di prodotti tipici locali e del circondario in appositi stand agro-alimentari, spettacoli musicali itineranti d’intrattenimento, spettacoli serali, appuntamenti culturali come convegni nonché mostre e chiese aperte. La domenica, ultimo giorno, è possibile degustare gratuitamente la ricotta fresca preparata al momento. La festa è anche l’occasione per promuovere e valorizzare i prodotti De.C.O ossia quei prodotti che possono vantare la Denominazione Comunale di Origine. Questo permette di certificare il luogo di nascita e di crescita di un prodotto o di una tradizione che ha un forte valore identitario per la comunità. (ultimo fine settimana di Ottobre)

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