Riserva Naturale di Milena – Monte Conca

Il Monte Conca è un rilievo di origine calcarea risalente a circa 5-6 milioni di anni fa. Questa Riserva Naturale di Milena non molto elevata in altezza (circa 437 metri) è stata nominata area protetta nel 1995.
Il comprensorio del Monte è attraversato per tre chilometri dal fiume Gallo d’Oro, confluente del fiume Platani.
L’azione dell’acqua dei fiumi, che riesce ad erodere le rocce evaporiti (gessi solubili), da vita alla presenza di numerose grotte che caratterizzano il sottosuolo dell’intera zona. Il territorio è completamente segnato anche in superficie, grazie al fenomeno del carsismo, che permette la formazione di piccole spaccature nel terreno che prendono il nome di “scanalature“ o di più grandi depressioni chiamate “doline“ o “valli cieche“.

Tra le varie grotte, due sono ancora attraversate da torrenti sotteranei e per questa particolarità prendono i nomi di “Inghiottitotio“ (in dialetto chiamato anche “Zubbio“) e “Risorgenza“ (chiamata anche “Grotta di Carlazzo“).
Molti speleologi si prestano a percorrere queste particolari grotte dando valore alla loro considerevole importanza scientifica.
Dopo circa cento metri dall’ingresso dell’Inghiottitotio, sito alla base del versante meridionale di questa Riserva Naturale di Milena, il pavimento precipita verso il basso formando il primo pozzo della grotta, profondo circa nove metri.

Tre pozzi, che presentano la particolare presenza di piccoli laghetti al loro fondo, seguono il primo e sono profondi rispettivamente dodici, trentuno e ventisei metri. Dalla base dell’ultimo pozzo si dirama una galleria di circa 400 metri. La galleria dell’Inghiottitoio non è tutta praticabile, infatti, la parte terminale, denominata “sifone“, è sommersa da un punto di convogliamento delle acque dei fiumi.
Alla base del versante settendrionale del Monte Conca, in prossimità delle sponde del Gallo d’Oro, troviamo l’ingresso della Risorgenza. Prima di entrarvi è possibile notare il lussureggiante piccolo bosco di olmi.

Questa grotta si sviluppa in due aree sovrapposte: una galleria superiore dove non scorre più alcun torrente e quella sottostante che invece è totalmente occupata dall’acqua. Percorrendo circa 250 metri questa galleria ci imbattiamo nuovamente nelle acque dell’Inghiottitoio.
Alzando lo sguardo sulla parete nord del Monte, ad una altezza ci circa 50 metri sopra il livello del fiume, si può notare un’altra grotta, non esplorata nella sua interezza, si presume che anticamente potesse essere un’altra risorgenza.

 
 
 
 

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