Comune di Mazara del Vallo

Mazara del Vallo, TP, Italia
Foto del Comune della Sicilia  Mazara del Vallo - panoramica dall'alto

Cenni storici


Mazara del Vallo è un Comune della Sicilia che rientra tra le mete privilegiate per le vacanze in Sicilia, nella parte sud-occidentale; il suo territorio comunale confina a nord con Salemi, a nord – est con Castelvetrano, a est con Campobello di Mazara, a ovest con Marsala, a sud con il Mare. Fu la prima città siciliana ad essere conquistata dagli arabi nell’ 827 d.C. che la posero a capo di uno dei tre distretti detti valli, in cui divisero la Sicilia, detto appunto il Val di Mazara. Il centro storico oggi mantiene in parte l’originale impostazione islamica con strade strette, vicoli e cortili.

Attrattiva principale


Il centro storico di Mazara è stato rivalutato attraverso un progetto che ha coinvolto artisti e ceramisti che hanno realizzato pannelli ed arredi in ceramica, è stato creato l’Itinerario dei vicoli tra mito, storia e leggenda. Meritano un cenno i suoi monumenti architettonici, prima fra tutte la Cattedrale dedicata al SS. Salvatore e fatta costruire da Ruggero d’Altavilla nel 1093 e ristrutturata nel XVII sec., l’arco Normanno (XI sec.), la chiesa di S. Nicolò Regale (XI sec.), La chiesa di San Francesco, la Chiesa di S. Michele, Il Collegio dei Gesuiti e la Chiesa di S. Ignazio (XVIII sec.) il Museo del Satiro Danzante (il bronzo rinvenuto nel Canale di Sicilia dai pescatori nel 1998).

Da visitare


Centro storico – Cortile Pozzo Regina: il centro storico di Mazara del Vallo conserva soprattutto nella fascia nord orientale quasi inalterato, l’antico tracciato viario di derivazione islamica. La parte in oggetto prospiciente la riva sinistra del fiume Mazaro, fu la parte in cui dopo la conquista musulmana avvenuta nell’827 d. C. si insediarono gli arabi, ma che precedentemente era stata abitata, dai fenici, dai greci, dai romani e dai bizantini, probabilmente proprio grazie alla presenza del fiume navigabile per diversi chilometri, che fungeva da approdo naturale e per la salubrità del sito, ricco di sorgenti d’acqua. Il centro storico mantiene tutt’oggi in parte l’originale impostazione islamica con strade strette,vicoli e cortili.

Arco Normanno: dell’antico Castello normanno risalente al 1097, a seguito della demolizione fatta nel 1880, non rimane che un rudere, il cosiddetto Arco Normanno costituito da una porta con tre arcate a sesto acuto, tipico esempio di stile ogivale che caratterizza l’architettura siciliana dell’età normanna.

Cattedrale del SS. Salvatore: dedicata al SS. Salvatore e fatta costruire come ex voto per volere di Ruggero D’Altavilla tra il 1086 ed il 1093, sui resti dell’antica Moschea Magna, non rimangono che poche vestigia, dato che nel 1690 venne completamente rifatta in stile barocco, per volere del Vescovo Mons. Maria Graffeo, su progetto del trapanese Pietro Lo Castro. Dell’antica struttura si conserva la parte postica costituita dalle mura del transetto e dalla grande abside, con motivi ad archi ciechi con duplice rincasso, con ampia monofora al primo ordine e la superiore bifora, in sintonia con le prime costruzioni siculo-normanne.

Chiesa di S. Nicolò Regale: nel quartiere di S. Giovanni si trova la chiesa di S. Nicolò Regale che risale al periodo della Contea, intorno al 1124. Presenta una pianta centrica a croce greca, inscritta in un quadrato di circa m. 10,50 di lato, nel cui fianco orientale si innestano tre absidi agettanti, con la centrale più ampia e sporgente. La cupola, emerge su un ampio e vasto tamburo cubico poggiato su quattro colonne.

Collegio dei Gesuiti e chiesa di S. Ignazio: fu costruito nel XVII sec. nel quartiere di S. Giovanni, nel 10701 fu costruita l’attigua chiesa di S. Ignazio che nel 1933 ha perso la copertura a causa di un dissesto strutturale. Il Collegio che ospita nelle sale al piano terra interessanti esposizioni, le sale delle anfore, il fondo Formusa, le sale del Consagra con sculture e lavori grafici del grande maestro, della Chiesa di S. Ignazio.

Museo del Satiro danzante: si trova esposto all’interno dell’ex chiesa di S. Egidio (XV sec.), si tratta del bronzo ritrovato nel canale di Sicilia dai nostri pescatori, tra la primavera del 1997 ed il marzo del 1998. Rappresenta un giovane satiro, figura mitologica che faceva parte del corteo orgiastico che accompagnava Dioniso, il dio greco del vino e dell’ebbrezza. La statua è alta circa due metri e raggiunge un peso complessivo d 108 Kg. Molte le teorie finora proposte per la datazione dell’opera: originale greco del IV secolo a.c. oppure copia più tarda.

Chiesa di S. Veneranda: la chiesa è stata edificata sotto il governo dell’Abadessa Giuseppa Antonia Burgio nel XVIII sec. è costituita da un impianto a croce greca, la facciata in posizione obliqua rispetto all’asse principale interno, è a due ordini uguali, divisi da una balconata in ferro battuto e sormontata da due campanili.

Chiesa di S. Francesco: la chiesa edificata sui resti di una precedente chiesa normanna a tre navate, dedicata a S. Biagio, di cui conserva ad oriente alcune vestigia, quest’ultima a sua volta fu edificata, su una catacomba paleocristiana, di cui resta la cripta, composta da una serie di piccoli ambienti. All’esterno, la chiesa non svela nulla del proprio fastoso decoro. Le linee dell’edificio molto semplici, hanno l’unico vezzo nel portale barocco in marmo e del coronamento del campanile in maiolica di color lapislazzulo. La chiesa attuale venne ricostruita nel 1680 e annessa al Convento, che risale al 1216. L’interno a navata unica è ricco di affreschi, stucchi e decorazioni. La trasformazione barocca fu voluta dal Vescovo Graffeo fra il 1680 ed il 1703.

Tipicità


Gli arabi hanno lasciato tracce indelebili nella sua storia. Le tipicità sono la CERAMICA ARTISTICA. Il piatto tipico è il cous-cous di pesce essendo Mazara il primo porto peschereccio d’Italia. Merita una menzione anche il vino, i vitigni autoctoni sono il catarratto, il nero d’avola, l’inzolia.

Appuntamenti


MARZO

Il Rito degli Altari di San Giuseppe

L’evento consiste nella realizzazione degli altari votivi in onore del Santo, e vede il coinvolgimento delle scuole, dei privati e dei commercianti. Durante la manifestazioni vengono realizzate degustazioni di prodotti tipici tra cui la “Pasta di San Giuseppe ” e dolci della tradizione Giuseppina.

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